Roberto Bianchin, "la Repubblica" 19/11/2003, pagina 27., 19 novembre 2003
Iniziato a Padova lo studio sui resti del corpo di Francesco Petrarca. L’esame, affidato all’equipe di studiosi guidati dall’anatomopatologo Vito Terribile Wiel Marin, si propone di ricostruire al computer le fattezze del poeta
Iniziato a Padova lo studio sui resti del corpo di Francesco Petrarca. L’esame, affidato all’equipe di studiosi guidati dall’anatomopatologo Vito Terribile Wiel Marin, si propone di ricostruire al computer le fattezze del poeta. Appena aperto il sarcofago, una cassa di pietra rosa del peso di 40 quintali, gli esperti si son trovati di fronte uno scheletro dalle lunghe gambe e il busto corto e la colonna vertebrale intatta. Non si vedono le braccia: il destro fu rubato nel 1630 dal frate Tommaso Martinelli, che fu in seguito processato ed esiliato. Il cranio non è integro: si frantumò durante un’analisi precedente, nel 1873. Nella bara, inoltre, ci sono soltanto frammenti di tessuti e una fettuccia di pizzo nero, residuo del rivestimento interno del sarcofago.