Nico Valerio Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 19 novembre 2003
Le tecniche di piante orticole, cereali, legumi e frutta per difendersi da predatori, animali o umani che siano, sono tanto diverse quanto raffinate
Le tecniche di piante orticole, cereali, legumi e frutta per difendersi da predatori, animali o umani che siano, sono tanto diverse quanto raffinate. Il danno è solitamente indiretto, ma non meno efficace. Alcune varietà selvatiche di soia e mais per esempio, producono fitormoni in grado di interferire nell’ovulazione diminuendo la fertilità delle femmine che li consumano, quasi a dire: «Se mi mangi farai meno figli, e quindi meno predatori». Più spesso i pesticidi naturali riducono l’assimilazione dei nutrienti danneggiando così il predatore sul piano energetico, salino e vitaminico, senza farlo morire, ma debilitandolo lentamente. Se consumate prima della maturazione, le lecitine del germe di alcuni cereali possono danneggiare i globuli rossi del sangue o addirittura distruggere le cellule della mucosa intestinale. Un’arma tanto primitiva quanto efficace che riduce l’assimilazione di nutrienti, di vitamine essenziali per la formazione dei globuli rossi come la B12, e ipertrofia del pancreas. In realtà, ogni alimento, proprio come ogni farmaco, non fa bene in ogni caso e in qualsiasi dose, ma va consumato con un occhio al rapporto costi-benefici. [N.V.]