Massimo Parrini Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 19 novembre 2003
Albert Einstein nacque ad Ulma (Germania) il 14 maggio 1879. A quattro anni buscò un brutto raffreddore: chiuso in casa si annoiava, così il padre gli regalò una bussola che accese in lui la passione per la fisica
Albert Einstein nacque ad Ulma (Germania) il 14 maggio 1879. A quattro anni buscò un brutto raffreddore: chiuso in casa si annoiava, così il padre gli regalò una bussola che accese in lui la passione per la fisica. A 15 anni si trasferì in Italia, poi in Svizzera. Respinto dal Politecnico di Zurigo, riuscì a entrarci al secondo tentativo, un anno dopo, ma finiti i corsi non fu accettato come assistente. La fama scientifica arrivò nel 1905, quando con tre saggi risolse le contraddizioni tra la teoria meccanica e quella dell’elettromagnetismo; quella popolare nel 1919, quando le misure durante un’eclisse totale di sole fornirono una prova della relatività generale. Titolo del ”Times” di Londra in edicola il 7 novembre di quell’anno: «Nuova teoria dell’universo/ demolita la concezione di Newton». Cattedra a Berna, a Praga, all’Accademia delle scienze di Berlino, premio Nobel 1922. Nel 1939 scrisse a Roosevelt invitandolo a lanciare un programma per fabbricare la bomba atomica. Celebre, insieme a molte altre, la frase «Dio non gioca a dadi con il mondo». Morì a Princeton (Stati Uniti) il 18 aprile 1955. Massimo Parrini