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 2003  novembre 15 Sabato calendario

Intervista a Fernanda Pivano Il tratto principale del suo carattere. La pedanteria imparata alla scuola svizzera

Intervista a Fernanda Pivano Il tratto principale del suo carattere. La pedanteria imparata alla scuola svizzera. La qualità che preferisce in un uomo? La gentilezza. E in una donna? Non mi importa delle donne. Quel che apprezza negli amici. La sincerità soprattutto. E poi l’allegria. La sua occupazione preferita. Il pianoforte. Ho un diploma di decimo anno. Il suo sogno di felicità. L’amore. Il momento della sua vita in cui è stata più felice. Ho vissuto vent’anni di dittatura fascista e non ho avuto tempo di essere felice. La sua paura maggiore? Mi vergogno a dirlo, ma sono i dolori, i tubi infilati nel corpo, la paura di subire operazioni chirurgiche. Che cosa possiede di più caro? I ricordi che ho di mio padre e di mia madre. Che cosa le è riuscito meglio nella vita? Non mi è riuscito proprio un bel niente. Sono passata da un disastro all’altro. Diciamo che quel che mi è riuscito forse è resistere al disastro. Quale sarebbe la maggiore disgrazia? La mancanza di libertà. Il luogo in cui vorrebbe vivere. L’isola di Etai, nelle Fiji: in realtà è un atollo corallifero. Ricordo che una sera ero lì, c’era la luna bianca tipica dei tropici sul corallo bianco. Leggevo Shakespeare, c’era una luce tale che non ho più letto Shakespeare in modo tanto meraviglioso. La luce della luna è molto più bella della luce del sole, perché non ferisce. E la luna bianca di Etai è la luce più naturale e meno violenta che abbia mai conosciuto. Il suo colore preferito? Il bianco. Il fiore preferito. La rosa bianca, simbolo dell’amore. Se un uomo vuole dire ti amo a una donna, il modo migliore è regalarle 24 rose bianche. L’attore in prosa che preferisce? Hemingway. Il poeta? Fabrizio De André: ha riportato la gioia della musica fatto per immagini. Pensi a un verso come "C’è un dollaro d’argento sul fondo del Sand Creek...". Compositore preferito? Forse Bach. Il dolcissimo Bach. Pittore? Goya. La canzone che ama di più? La canzone di Piero, di Fabrizio De André. Dovrebbe essere l’inno nazionale italiano. Il suo piatto preferito? Meno mangio meglio è. Se potessi, vorrei non mangiare niente. Un rimpianto? Non aver fatto la puttana. Il primo ricordo? Il mio mare, il mare della Liguria, il mare visto attraverso le foglie. L’ultima volta che ha pianto? Cinque minuti fa. Piango tutte le notti. Mia madre mi diceva sempre: non piangere, ché ti rovini gli occhi...Io mi sono rovinata gli occhi a furia di piangere. Il suo eroe nella vita reale? Ne avevo uno, ma mi ha tradito. E la sua eroina? Odio le donne. La prima volta che incontrai William S. Burroughs, eravamo seduti a un tavolo, da soli, restò zitto per un quarto d’ora. Poi disse: odio le donne. Gli risposi: anch’io. Da allora andammo d’accordo. Che cosa detesta di più? L’ipocrisia. Il dono di natura che vorrebbe avere? La bellezza. Stato d’animo attuale? Disastroso. Il suo motto. Libertà.