Marxiano Melotti, La Macchina del Tempo, marzo 2003 (n.2), 19 novembre 2003
N onostante fosse donna, sembra che Cleopa riuscì a entrare nell’Accademia Platonica di Mistrà, fondata dal filosofo greco Gemisto Pletone
N onostante fosse donna, sembra che Cleopa riuscì a entrare nell’Accademia Platonica di Mistrà, fondata dal filosofo greco Gemisto Pletone. Non era una signora qualsiasi, ma la regina della capitale di Morea, protettrice di Gemisto, amica di molti filosofi tra cui Giovanni Bessarione, che alla sua morte le dedicò alcuni versi. Bessarione è una figura sfuggente. Visse il tramonto dell’impero bizantino, dedicando la sua vita al tentativo di ricostituire un’identità politica e culturale comune tra Occidente e Oriente. «La storia dell’impero bizantino» spiega Silvia Ronchey nel saggio Lo Stato bizantino (Einaudi 2002) «è dominata dal conflitto, che divise gli stessi governanti, tra la necessità strategica di una gravitazione orientale e la tentazione illuminata, ma politicamente perdente, di occidentalizzarsi». Bessarione aveva, insomma, un progetto ambizioso, che cercò di attuare da filosofo, diffondendo il pensiero di Platone quale matrice culturale del mondo mediterraneo; da arcivescovo, sostenendo l’unione tra Chiesa latina e quella ortodossa; da politico, propugnando una crociata che avrebbe dovuto restituire ai cristiani la città di Costantinopoli, conquistata dai Turchi nel 1453.