La Macchina del Tempo, marzo 2003 (n.2), 19 novembre 2003
Gli scavi per la costruzione della seconda linea del metrò di Tolosa, in Francia, hanno portato alla luce, lo scorso gennaio, il carapace fossile di una tartaruga di 25 milioni di anni fa (nella foto accostato allo scheletro di una tartaruga moderna), quando nella regione regnava ancora un clima tropicale
Gli scavi per la costruzione della seconda linea del metrò di Tolosa, in Francia, hanno portato alla luce, lo scorso gennaio, il carapace fossile di una tartaruga di 25 milioni di anni fa (nella foto accostato allo scheletro di una tartaruga moderna), quando nella regione regnava ancora un clima tropicale. «In un cantiere di questo genere è un piccolo miracolo» ha commentato Francis Duranthon, paleontologo presso il Museo di storia naturale di Tolosa, che per primo ha identificato il ritrovamento. «Anni fa il cantiere della prima linea della metropolitana aveva portato alla luce vestigia romane e medievali, ma non ci aspettevamo di trovare anche reperti così antichi ed in così buone condizioni». Il ritrovamento del carapace era stato preceduto, in dicembre, da quello di una mascella e di una scapola di due rinoceronti della stessa epoca. I tre fossili erano a circa 23 metri di profondità in uno strato di molassa, una roccia sedimentaria poco cementata e friabile (che nella regione di Tolosa raggiunge i 1500 metri di spessore) e formatasi per l’erosione dei Pirenei durante il Cenozoico, l’era preistorica che va da 65 a 2 milioni di anni fa. La prosecuzione degli scavi del metrò fino al 2005 fa ben sperare i paleontologi francesi, ma «le probabilità che altri reperti riescano a sfuggire alle trivelle sono scarsissime» ammette Duranthon.