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 2003  novembre 19 Mercoledì calendario

Uno gnomone non è un grosso gnomo, è un quadrante solare, o meglio una meridiana: forse lo strumento più antico per misurare il fluire del tempo

Uno gnomone non è un grosso gnomo, è un quadrante solare, o meglio una meridiana: forse lo strumento più antico per misurare il fluire del tempo. Dallo gnomone ai meravigliosi orologi atomici dei nostri giorni sono passati migliaia di anni, ma è impossibile dire quanti. Erodoto scrive che furono i Babilonesi a farlo conoscere ai Greci, quindi risale ai popoli mesopotamici: Caldei, Sumeri e altri, che nel 3000 a.C. erano già piuttosto evoluti. Lo provano le tavolette d’argilla ricoperte di scrittura cuneiforme, che rimangono tra i più antichi documenti della storia. Una meridiana famosa in Italia è il monolite alto 22 metri, che si trova in piazza Montecitorio a Roma, e che giunse dall’Egitto nel 510 a.C. Indicava le ore grazie a un semicerchio graduato, inciso a terra. Quando l’ombra a mezzogiorno saliva al punto massimo, era il solstizio d’inverno, il 21 dicembre circa, mentre al minimo era il solstizio d’estate, il 21 giugno. Con il passare dei secoli le meridiane hanno cambiato più volte forma, e alcune erano basate sulla direzione dei raggi solari. Una, tra le tante varietà, si chiamava ”anello orario” ed era quasi tascabile. Gli Egizi avevano clessidre ad acqua o a sabbia, inventate, sembra, all’inizio della XVIII dinastia (1539 – 1292 a.C.). Nella vita politica di Atene e Roma si usarono per fini molto pratici: limitare gli interventi pubblici degli oratori, e c’è chi pensa che sarebbe utile adoperarle anche oggi per segnalare ai parlamentari più chiacchieroni quando il tempo, e la pazienza degli ascoltatori, sono esauriti.