Carlo Moretti, "la Repubblica" 19/11/2003, pagina 51., 19 novembre 2003
L’infanzia di Antonello Venditti: «Sono nato di otto mesi, pesavo un chilo e quattro. Nel ’47 non esisteva l’incubatrice: quelli come me li buttavano via
L’infanzia di Antonello Venditti: «Sono nato di otto mesi, pesavo un chilo e quattro. Nel ’47 non esisteva l’incubatrice: quelli come me li buttavano via. Mi salvò un sogno. A mia madre apparve Francesco Saverio, un santo. Le disse solo: "Wanda, lui vivrà" e così si ritrovò tra le mani questo sgorbio. Sono figlio unico e sono vissuto per essere seviziato da mia madre, che è stata professoressa di latino e greco. Ancora oggi, a 91 anni, mi telefona ogni sera, le stesse domande, e se sbaglio c’è pronto il voto: "Quattro". Da ragazzino ero grasso come un maiale, pesavo 94 chili, mi chiamavano "cicciabomba" e per uno che chiamano così è finita, sei quello che non inviteranno mai alle feste».