Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 18 novembre 2003
Il cloro contribuisce a mantenere le piscine pulite, a prova di batteri e funghi, ma è noto che in grandi quantità può rivelarsi dannoso anche per gli esseri umani
Il cloro contribuisce a mantenere le piscine pulite, a prova di batteri e funghi, ma è noto che in grandi quantità può rivelarsi dannoso anche per gli esseri umani. A contatto con sostanze provenienti dalla pelle, infatti, come sudore e sporcizia, genera composti tossici. Per questo va dosato in modo equilibrato. Ma come si fa a stabilire quanto disinfettante va messo in una vasca, soprattutto se si tratta di una struttura pubblica frequentata da decine di bagnanti? Simon Judd, che insegna scienze idriche alla Cranfield University, vorrebbe risolvere il problema insieme a un gruppo di matematici dell’Università di Bristol, con il suo progetto ”Tuffi puliti”. Gli scienziati stanno testando diversi trattamenti nell’acqua di una piscina-laboratorio. Lo scopo finale è formulare un modello matematico per sapere esattamente quanto cloro distribuire secondo il numero di bagnanti, le dimensioni della vasca, il Ph dell’acqua e la concentrazione di composti organici. Secondo Judd e il suo team, uno dei vantaggio di questo lavoro è che, una volta stabiliti i parametri di base, il modello sarà applicabile a qualsiasi sistema di riciclo dell’acqua, inclusi quelli usati nelle industrie.