Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 18 novembre 2003
L’olfatto è il meno sviluppato tra i nostri sensi. Ed è anche il più ambiguo, facilmente influenzabile dal contesto
L’olfatto è il meno sviluppato tra i nostri sensi. Ed è anche il più ambiguo, facilmente influenzabile dal contesto. Tanto che persino i migliori sommelier non riescono a individuare le fragranze del vino se non vedono la bottiglia, l’etichetta e il tipo di liquido: cioè se non sono aiutati dalla vista. Lo ha appurato la psicologa Wendy Parr dell’Università Lincoln, a Canterbury, Nuova Zelanda, facendo annusare a 11 intenditori e a altrettanti inesperti 12 bottiglie private dell’etichetta. Risultato: nè gli esperti nè i principianti riuscivano a riconoscere le sostanze presenti. Ma se si aggiungevano altre 12 bottiglie, i veri sommelier, a differenza di quelli alle prime armi, riconoscevano al primo colpo le fragranze che avevano già annusato, una prova che coinvolgeva solo il ricordo delle essenze, piuttosto che le capacità visive. «Memorizzare un odore», spiega Wendy Parr « è molto più difficile che ricordarsi una figura, ci vuole tanto esercizio e molta pratica. Questa è la differenza tra un professionista e un semplice bevitore».