La Macchina del Tempo, marzo 2003 (n.2), 18 novembre 2003
Nel 2003 si decide il destino dell’italiano come lingua europea ufficiale. infatti a partire da luglio, con l’inizio del semestre di presidenza italiana dell’Unione, che l’Italia avrà un’occasione unica per promuovere il nostro idioma a diventare una delle cinque, o al massimo sei, lingue di lavoro ufficiali della nuova Unione che comprenderà presto dieci nuovi Stati membri
Nel 2003 si decide il destino dell’italiano come lingua europea ufficiale. infatti a partire da luglio, con l’inizio del semestre di presidenza italiana dell’Unione, che l’Italia avrà un’occasione unica per promuovere il nostro idioma a diventare una delle cinque, o al massimo sei, lingue di lavoro ufficiali della nuova Unione che comprenderà presto dieci nuovi Stati membri. Decidere con quali lingue saranno stilati i documenti ufficiali dell’Unione, che comprenderà più di 400 milioni di cittadini, sta già sollevando accesi dibattiti, ma operare una scelta è più che mai urgente, perché altrimenti i palazzi di Bruxelles rischiano di trasformarsi in una incomprensibile Babele linguistica. Dal danese-lituano, allo sloveno portoghese, fino all’estone maltese o al gaelico-lussemburghese, sono infatti 420 le combinzioni possibili che si possono fare con gli idiomi attualmente in uso nei Paesi dell’Unione. Se è vero che il numero di chi parla italiano nel mondo è ancora molto più basso di francese e spagnolo, la lingua di Dante è tutt’altro che snobbata. quinta nel mondo per studenti iscritti agli istituti di cultura all’estero e solo nelle scuole italiane di Canada e Usa conta 80mila studenti.