La Macchina del Tempo, marzo 2003 (n.2), 18 novembre 2003
1900-1950
La rivincita delle favelas
Nel 1900, Nizza segna l’apogeo del Carnevale borghese/mondano, tema delle sfilate: «Il dandy». Emerge, dalla parte opposta del mare, un altro Carnevale balneare: Viareggio (prima sfilata a un solo carro nel 1883). Nel 1912, l’elettricità fa muovere un carro di Carnevale a Rio, dove, cinque anni dopo, viene registrato il primo motivo di samba, musica afro-brasiliana: Pelo Telfone, di Donga. La prima scuola di samba, Deixa Falar (Lasciali Parlare), è fondata nel 1928 a Rio. In breve se ne aggiungono altre. il Carnevale delle favelas che irrompe in strada e si fa dare (simbolicamente) le chiavi della città dal sindaco, come rivendicazione degli strati sociali bassi, soprattutto i discendenti degli schiavi africani. I gruppi, in costumi coloratissimi, contano fino a 3-4mila membri, tra ballerini, cantanti, suonatori su carri. Nel 1933, si stabiliscono 4 criteri di giudizio: poesia della samba, motivo musicale, originalità, colpo d’occhio globale. Il Carnevale brasiliano discende dall’usanza portoghese dell’entrudo, battaglia in strada con fango, acqua, verdura. Durante il fascismo, in Italia, si afferma il Carnevale di Viareggio. Si arriva a 6-7 carri grandi e altrettanti piccoli, ciascuno con diverse mascherate (laddove a Nizza il tema è unico). Tra i carri viareggini che risentono del clima politico: ”I legionari fiumani” (1926). Carri viareggini memorabili: ”I cosacchi” (1927), ”Se le donne pilotassero l’aeroplano” (1927). Nel 1940 si festeggia ancora. Nel 1946, Viareggio riprende, tra i carri: ”Bando alla tristezza, evviva l’allegria”, e ”La rinascita di Carnevale”.