La Macchina del Tempo, marzo 2003 (n.2), 18 novembre 2003
1700 Goldoni e Rio de Janeiro A Venezia aleggia la peste e nel 1755 una funerea brigata di 8 persone (un demonio con corna e abito di velluto nero e le altre 7 che rappresentano i sette peccati capitali) sparge il terrore per la città
1700 Goldoni e Rio de Janeiro A Venezia aleggia la peste e nel 1755 una funerea brigata di 8 persone (un demonio con corna e abito di velluto nero e le altre 7 che rappresentano i sette peccati capitali) sparge il terrore per la città. Genere Halloween? Nel 1711, pescivendoli trasteverini organizzano «una mascherata di cento ebrei sopra gli asini con un rabbino sopra un cavallo a rovescio con la coda in mano e il libro della legge in un’altra». Nel 1726, le satire e le pasquinate trasgrediscono la proibizione a mascherarsi da clero. Nel 1735, la Polonia è di moda e il costume polacco è usato in varie mascherate per alcuni anni. Vanno forte anche i travestimenti da marinai inglesi e da don Pirlone. Continua l’abitudine di giustiziare di Carnevale i condannati a morte di riguardo, a mo’ di monito e spettacolo. Nel 1786, a Rio de Janeiro, prima sfilata di carri. il secolo di Carlo Goldoni che ad Arlecchino, Colombina e Pantalone, aggiunge altre maschere alla commedia dell’arte veneziana: come Sior Tonin Bonagrazia, che vuol comprare un titolo di nobile al figlio tonto. Napoleone cede Venezia all’Austria (1797). E il Carnevale veneziano perde allegrezza. Nel 1798, a Roma, la macabra usanza delle esecuzioni ha fine: il popolo, alla maniera della Rivoluzione francese, distrugge i «pali per corda». Una «costumanza» che va degenerando è quella dei moccoli: cercare di spegnere il moccolo altrui e di impedire che gli altri facciano lo stesso. S’incendia la barba di un frate cappuccino, troppo interessato al moccolo di un ragazzino.