La Macchina del Tempo, marzo 2003 (n.2), 18 novembre 2003
1400 Il Papa pagava i cortei Nel 1458, a Venezia, un decreto vieta agli uomini di introdursi mascherati nei conventi per compiervi «multas dishonestates»: i bagordi carnevaleschi sono ormai sfrenati nella Serenissima
1400 Il Papa pagava i cortei Nel 1458, a Venezia, un decreto vieta agli uomini di introdursi mascherati nei conventi per compiervi «multas dishonestates»: i bagordi carnevaleschi sono ormai sfrenati nella Serenissima. A Roma, comincia il Carnevale antisemita: i malcapitati (scelti tra «li giudei» accusati di usura) sono portati sul monte Testaccio, spogliati, chiusi in botti e fatti rotolare giù. Non di rado muoiono. Si stabilisce l’usanza di far pagare alla comunità israelita romana le spese del Carnevale. Papa Paolo II nel 1467 estende il Carnevale a tutta la città. La via Lata, dove si svolgono corse, diventa via del Corso. Punto di partenza Piazza del Popolo, allora campagna. Dal Palazzo del Papa (oggi Palazzo Venezia), le persone più in vista assistono a palii in cui «ebrei, vecchi e garzoni» gareggiano. Il Papa sborsa 400 fiorini d’oro per finanziare una mascherata: corteo di giganti, puttini e amorini seguito da 200 adolescenti che impersonano personaggi storici, tra i quali spicca Cleopatra. Nel 1471, per la visita di Borso d’Este, duca di Ferrara, giostre, cacce, spettacoli. Il duca partecipa con 175 muli bardati a festa e 80 paggi. Nel gennaio 1492, Ferdinando il Cattolico porta al Papa la notizia della caduta di Granata (in mano ai mori) e dopo vari Carnevali sospesi o sbiaditi si festeggia la vittoria: i carri simulano un attacco spagnolo contro un fortilizio musulmano. Lorenzo il Magnifico introduce a Firenze il carro allegorico. Savonarola predica contro le «feste profane», organizza squadracce che impongono il veto a Firenze. Sarà scomunicato e messo al rogo nel 1498.