La Macchina del Tempo, marzo 2003 (n.2), 18 novembre 2003
400 a.C.-900 d.C. Si elegge il Re dei Pazzi IRomani hanno festività analoghe alle Dionisie e alle Cronie ma in versione meno mistica, come occasione liberatoria per dare sfogo a istinti repressi nel resto dell’anno
400 a.C.-900 d.C. Si elegge il Re dei Pazzi IRomani hanno festività analoghe alle Dionisie e alle Cronie ma in versione meno mistica, come occasione liberatoria per dare sfogo a istinti repressi nel resto dell’anno. Tali possono essere considerati Baccanali e Saturnali. I primi si svolgono ogni tre anni, di notte, e a causa dei tumulti saranno proibiti nel 186 a. C. I Saturnali, fondati con l’apertura del tempio di Saturno ai piedi del Campidoglio (497 a. C.), si celebrano dal 17 dicembre per l’equinozio d’inverno, quando il sole torna a trionfare sulle tenebre, foriero di primavera e rinascita. Dopo il sacrificio della scrofa a Saturno e il banchetto sacro, nelle case si tengono feste con scambio di doni (usanza fatta propria dal Natale). Ma cosa c’è di carnevalesco nei Saturnali? Le parti sociali s’invertono: gli schiavi banchettano coi padroni e si fanno servire da loro, i più poveri si permettono licenze vietate in altri periodi. Con l’avvento del cristianesimo, Papa Zaccaria (741-752) deplora le manifestazioni pagane che danno scandalo. Altri papi, nel IX e X secolo, biasimano le Feste dei Pazzi (come erano chiamati i giorni di Carnevale), non ancora assorbite dalla religione cristiana ma cui partecipava il clero più libertino. Come i Saturnali esse prevedono l’elezione di un Princeps Stultorum, un Re dei Pazzi (di solito un diacono!). Tra gli oggetti di scherno, persino la Sacra Famiglia, con corse degli asini i cui protagonisti sono una fanciulla discinta, un vecchio e un bimbo.