ཿCorriere della Sera 17/11/2003;, 17 novembre 2003
La crisi economica del calcio ha alzato l’età media dei calciatori di serie A: nelle prime nove giornate del 1999/2000 erano stati impiegati 38 ultratrentunenni (su un totale di 370) quest’anno sono stati 53 (su 375)
La crisi economica del calcio ha alzato l’età media dei calciatori di serie A: nelle prime nove giornate del 1999/2000 erano stati impiegati 38 ultratrentunenni (su un totale di 370) quest’anno sono stati 53 (su 375). Paolo Casarin: "Non è la serie A il luogo adatto per lo sviluppo tecnico del giovane calciatore: sono richiesti giocatori pronti, già esperti, subito ”produttivi”. Paradossalmente, in questo calcio economico hanno più mercato i giocatori ”usati” piuttosto che quelli ”nuovi” o più semplicemente la strategia gestionale del calcio italiano, di questi tempi, ha un respiro corto. certo che la migliore preparazione specialistica dei giocatori e un’utilizzazione più accurata di queste risorse ha garantito un miglior rendimento fisico di molti calciatori, ma è ancora più evidente che il ricorso generalizzato a lunghi vincoli contrattuali, a partire dal 2000, ha determinato l’invecchiamento appena accertato. Decisioni adottate per proteggere i propri calciatori da rapacità altrui, vanificate dal crollo (nel 2002) del mercato dei giocatori. L’insistente richiesta di bilanci corretti alle società di calcio ha prodotto l’artificiosa ”spalmatura degli ammortamenti”, ma ha pure prolungato il contratto tra il giocatore e il club in difficoltà economica".