Varie, 16 novembre 2003
LUIS FABIANO
(Luis Clemente Fabiano) Campinas (Brasile) 8 novembre 1980. Calciatore. Del Siviglia, squadra con cui ha vinto nel 2006 e nel 2007 la Coppa Uefa, nel 2006 la Supercoppa Europea. Col Porto vinse la Coppa Intercontinentale 2004. Ha giocato anche con Ponte Preta, Rennes, San Paolo. Con la nazionale brasiliana ha vinto la Copa América 2004 e la Confederations Cup 2008 • «Ha iniziato a giocare tardi, a 13 anni, con il Guaraní. Dopo un anno, però, era già fermo: "L’allenatore mi ha mandato via. Non gli piacevo. Fu una delusione tanto cocente che smisi di giocare e pensai solo a studiare. Un anno dopo, però, mi fecero fare un provino nell’Ituano, e lì andò bene. Quando il mio allenatore, Robertinho, fu assunto dal Ponte Preta, mi chiese di seguirlo, per me fu una fortuna. A 17 anni già esordivo in prima squadra. [...] Mi davano solo pranzo e cena. Questo era tutto il mio compenso. In più mi ospitavano in una vera baracca, dove c’erano topi e scarafaggi. Ma io non mi fermai, avevo troppa voglia di giocare a calcio". Le sue reti colpirono un osservatore francese che lo portò al Rennes: "Quella fu la prova più dura della mia vita. Eravamo 4 brasiliani, ma appena arrivati scoprimmo che l’allenatore non ci voleva, lui non amava i sudamericani e lo diceva chiaramente". Al Rennes giocò solo due partite, poi tornò al San Paolo, prima in prestito, per sei mesi, poi, dopo un’altra parentesi francese, definitivamente, per 2,7 milioni di dollari. A quel punto la sua carriera si è impennata [...] "Da ragazzino subii un colpo fortissimo alla testa, stetti male per 8 giorni. Da allora non avevo più il coraggio per colpire di testa. Adesso passo molto tempo a lavorare su questo fondamentale per ritrovare fiducia e ci sto riuscendo [...] Fin da ragazzino sono stato così. Giocavo con il mio aquilone e se qualcuno mi intralciava lo picchiavo". Le sue battaglie con gli arbitri hanno fatto epoca, come le sue espulsioni» (Alessio Da Ronch, "La Gazzetta dello Sport" 20/7/2004). «Un tipo raccomandabile. Per numero di reti realizzate, cifra resa strepitosa anche dal numero di partite saltate, peramicizie ( Kakà), sponsor (il c.t. della Seleçao Parreira), consiglieri (Ronaldo) [...] è un attaccante molto speciale anche quando si tratta di arbitri. ”Ormai basta che apr abocca e quelli mi buttano fuori”, si lamenta lui. [...] un tipo alla Edmundo e chissà se scapperebbe anche lui in Brasile per il carnevale: di certo l’esperienza francese al Rennes fu infelicissima (’Ero troppo giovane”), di certo il talento c’è, è purissimo e gli amici giurano che i comportamenti si adatteranno e marceranno con risultati sempre migliori. ” un diamante grezzo che per brillare ha bisogno di tre cose: disciplina disciplina disciplina”, diceva il commissario tecnico parlando di Luis Fabiano già parecchio tempo fa. Nonostante il carattere non facile però Parreira continua a stimarlo e addirittura preferirlo a Adriano, considerato in Italia l’erede vero di Ronaldo. – Io e Adriano siamo molto simili”, ammette Luis Fabiano che è forte fisicamente, ma veloce e scattante, abile di piede e di testa (’sono migliorato fermandomi sempre alla fine dell’allenamento, con i ragazzini delle giovanili che mi facevano i cross ”). L’Europa qualche anno fa lo aveva spaventato, ora gli piacerebbe tornare e l’amicizia e il continuo scambio di informazioni con Kakà lo hanno forse convinto che il Milan sarebbe il posto migliore per non finire in depressione un’altra volta. Molti brasiliani, poca saudade» (Alessandra Bocci, ”La Gazzetta dello Sport” 16/11/2003).