(Andrea Nicastro ཿCorriere della Sera 13/11/2003), 13 novembre 2003
«Gli agenti iracheni erano abituati a essere al di sopra della legge, erano parte dell’apparato repressivo del regime
«Gli agenti iracheni erano abituati a essere al di sopra della legge, erano parte dell’apparato repressivo del regime. Se sequestravano un’auto rubata se la rivendevano. Se arrestavano qualcuno aspettavano l’ordine del partito di Saddam per sapere cosa farne: liberarlo, portarlo in prigione o farlo sparire. Noi facciamo di tutto per convincerli a presentarli al giudice. è un impegno lungo» (il maggiore Claudio Cappello) .