Macchina del Tempo, maggio 2003 (n.5), 15 novembre 2003
Anticiclone L’anticiclone è un’alta pressione ove le isobare - le linee che uniscono i punti di eguale pressione a livello del mare - crescono in valore dalla periferia verso il centro
Anticiclone L’anticiclone è un’alta pressione ove le isobare - le linee che uniscono i punti di eguale pressione a livello del mare - crescono in valore dalla periferia verso il centro. Nell’emisfero nord i venti vi ruotano in verso orario, ossia in senso contrario ai cicloni (da qui il nome anticicloni). Il dislivello barico centro-periferia è meno intenso che nei cicloni, per cui qui i venti sono deboli. Gli anticicloni più noti sono quelli permanenti intorno 30-40° di latitudine: l’anticiclone delle Azzorre, quello del Pacifico, quello nordafricano. Quest’ultimo causa le ondate estive di caldo sull’Italia. Ecco perché: - un anticiclone permanente ha nello spazio la forma di una cupola d’aria, alta 10-15 km, che, giorno dopo giorno, per gravità, si allarga alla base e si abbassa alla cima. Quindi al suo interno l’aria discende lentamente dal top verso il suolo (subsidenza), ovvero da quote a pressione minore verso quote a pressione maggiore cosicché l’aria si riscalda per compressione, facendo evaporare eventuali nubi. Ecco perché negli anticicloni c’è sereno e quindi anche forte insolazione. Ma la subsidenza impedisce che calore e vapore emessi dal terreno sfuggano in alto, restando così al suolo, ove l’accumulo giorno dopo giorno aumenta sia la temperatura che la sensazione di caldo per troppa umidità; - nelle alte pressioni, essendo i venti deboli, calore e vapore al suolo non riescono a diluirsi nemmeno orizzontalmente; - negli anticicloni africani i venti sospingono al di sopra dell’Italia aria già molto calda che poi viene surriscaldata per subsidenza, arrivando così rovente al suolo.