Vito Tartamella, Macchina del Tempo, maggio 2003 (n.5), 15 novembre 2003
Jimmy contro le radiazioni Si chiama Jimmy, pesa poco più di 50 chili e passa quasi tutto il suo tempo in aereo, ma non è un passeggero come gli altri
Jimmy contro le radiazioni Si chiama Jimmy, pesa poco più di 50 chili e passa quasi tutto il suo tempo in aereo, ma non è un passeggero come gli altri. Si tratta del manichino messo a punto da Alba Zanini presso l’INFN, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, per misurare l’effetto delle radiazioni cosmiche a cui sono esposti i passeggeri dei voli di linea. Su un aereo in volo piloti e passeggeri sono infatti molto più esposti di chi sta a terra a queste radiazioni provenienti dallo spazio e costituite da protoni, fotoni, elettroni e neutroni. Questi ultimi costituiscono quasi il 50% della radiazione cosmica e hanno una capacità di produrre un danno alle cellule dei tessuti umani da 5 a 20 volte superiore a quella di raggi X e gamma. Tiroide, midollo osseo e polmoni sono tra le parti del corpo umano più sensibili a questo tipo di radiazioni. Jimmy ha una forma simile a quella del corpo umano e ospita all’interno di cavità localizzate in corrispondenza di ciascuno degli organi più sensibili, dei dosimetri per misurare l’energia rilasciata dai neutroni ai tessuti umani.