Antonio Armano, Macchina del Tempo, maggio 2003 (n.5), 15 novembre 2003
«L’11
settembre è stato uno shock, ma ora tutto procede speditamente: a Pudong (Shanghai) erano in programma 300 grattacieli e ne sono stati realizzati 250». Massimiliano Fuksas, 59 anni, architetto romano di fama internazionale, ha completato la costruzione di due torri (138 e 127 metri) a Vienna, per la società Wienerberger; ora sta lavorando a un grattacielo della Regione, a Torino. « alto 100 metri, 30 piani. Sarà pronto tra due anni e mezzo». Fuksas crede nello sviluppo verso il cielo come sbocco per la crescita delle grandi città. «Circa metà dell’umanità, tre miliardi di persone, vivono in città. Non ci si può espandere in eterno. Soprattutto in Italia. Ma da noi, dopo i grattacieli del boom industriale (come il Pirelli), tutto si è arenato contro la barriera del piccolo cabotaggio. Uno proponeva tot metri cubi da edificare, gliene davano la metà. All’insegna del compromesso politico. Le città, invece di elevarsi, si sono allargate disordinatamente». Quali sono i vantaggi del grattacielo rispetto ad altre soluzioni costruttive? «Consentono di salvare spazio e razionalizzare i trasporti. A New York, con l’abbattimento delle Twin Towers, 300 mila persone che vi lavoravano ora sono sparpagliate per Manhattan».