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 2003  novembre 15 Sabato calendario

Per arrivare al 46° piano l’ascensore impiega 45 secondi, ma per l’avvocato d’affari Gian Paolo Zini non è tempo perso: è come arrivare in un’altra città: «Quando arrivo in salotto riscopro che New York è un posto di mare: mi siedo in poltrona e guardo fuori»

Per arrivare al 46° piano l’ascensore impiega 45 secondi, ma per l’avvocato d’affari Gian Paolo Zini non è tempo perso: è come arrivare in un’altra città: «Quando arrivo in salotto riscopro che New York è un posto di mare: mi siedo in poltrona e guardo fuori». Dalla sua finestra si vede tutta Manhattan e oltre: i ponti di Verrazzano e di Brooklyn all’orizzonte, sotto il traffico che corre silenzioso lungo l’East river verso il palazzo di vetro delle Nazioni unite, vicini come se si potessero toccare l’Empire State Building, il Pan Am, il Citicorp e il Chrysler. Nella maggior parte dei quasi 5 mila grattacieli di New York si può solo lavorare. Ma al Belaire, dove Zini abita con la moglie Heather e i due figli, si vive come in un film: «Lo dico sempre agli ospiti: è un appartamento magari piccolo dentro, ma molto grande fuori». Vita da grattacielo. Le finestre non si possono aprire, a differenza di quello che succede nel resto della città, dove la legge vuole sbarre alle finestre degli appartamenti che ospitano bambini (sono state introdotte dopo la morte di Conor, figlio di Eric Clapton e Lori Del Santo). Come in un albergo il palazzo ha un concierge, un doorman che apre la porta e una cinquantina di addetti alla manutenzione e alla sicurezza degli inquilini: «è come una media azienda» dice Zini. Dal primo al 22° piano il grattacielo ospita i laboratori di un ospedale e una grande palestra per gli inquilini. I servizi sono la caratteristica di tutte le torri che si stanno innalzando a Manhattan: a Columbus Circle la nuova sede della Aol Time Warner ospiterà anche un teatro, un centro commerciale e un Mandarin hotel i cui camerieri saranno a disposizione dei fortunati condomini. Il costo delle case? Dai 10 ai 20 milioni di dollari per chi godrà di una vista su Central Park. La paura? Se c’è, non blocca le vendite: «Subito dopo il crollo delle Torri gemelle abbiamo avuto un po’ d’ansia» ammette Zini. «Ma è già passata. Ora gli aerei che vediamo dalla finestra sono un po’ meno: peccato». Marco De Martino