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 2003  novembre 15 Sabato calendario

Perché gli alieni sono sempre stati i ”marziani”? Tutto cominciò nella seconda metà del ’700, con il mito di Marte come gemello della Terra

Perché gli alieni sono sempre stati i ”marziani”? Tutto cominciò nella seconda metà del ’700, con il mito di Marte come gemello della Terra. Poi venne la leggenda dei canali: due astronomi italiani, padre Angelo Secchi e Giovanni Schiapparelli raccontarono di avere visto dei canali sul pianeta rosso. In inglese la parola fu tradotta canals (che indica un’origine artificiale) e non channels. Agli inizi del ’900 un miliardario americano, Percival Lowell, sostenne che la civiltà marziana usava i canals per irrigare le zone desertiche del pianeta. In tempi più recenti c’è stata la (ormai screditata) vicenda della faccia di Marte, un effetto ottico visibile in alcune foto dall’orbita (vedi sopra). Passando dalla scienza alla fantascienza, prima di tutto c’è il ciclo di romanzi di Edgar Rice Burroughs (il creatore di Tarzan), pubblicati negli anni ’20 e ’40, con tanto di principesse e regni marziani. Dopo la parentesi de ”La guerra dei mondi” di Herbert George Wells (invasione di marziani) partono le ”Cronache marziane” di Ray Bradbury, seguite dal romanzo ”Le sabbie di Marte” di Arthur Clarke. Il cinema sfrutta i marziani fin dai tempi del muto. I più recenti (’Red Planet”, ”Mission to Mars” e ”Mars attacks”, nella foto) hanno più effetti speciali, ma la migliore ambientazione marziana è ”Atto di forza”. Tra i film più astrusi, ”Mars needs women” (’Marte ha bisogno di donne”: una sorta di ratto delle Sabine in formato spaziale), e ”Robinson Crusoe on Mars”, nel quale il compagno dell’eroe è Venerdì, ma si tratta di una scimmietta.