Guido Romeo, Macchina del Tempo, maggio 2003 (n.5), 15 novembre 2003
Un raggio di luce ci farà l’iniezione Uno degli aspetti più stressanti per chi soffre di una malattia cronica come il diabete, o durante una chemioterapia, è la necessità di assumere regolarmente farmaci sotto forma di pillole o di iniezioni, ma se il progetto di Jennifer West, ricercatrice presso la Rice University di Houston, in Texas, andrà in porto, saranno in molti a sentirsi più liberi
Un raggio di luce ci farà l’iniezione Uno degli aspetti più stressanti per chi soffre di una malattia cronica come il diabete, o durante una chemioterapia, è la necessità di assumere regolarmente farmaci sotto forma di pillole o di iniezioni, ma se il progetto di Jennifer West, ricercatrice presso la Rice University di Houston, in Texas, andrà in porto, saranno in molti a sentirsi più liberi. West ha messo a punto un prototipo di laser in grado di liberare con un raggio di luce una soluzione del farmaco intrappolata sotto forma di capsule di gel impiantate sotto la pelle del paziente. Il dispositivo che emette il raggio laser, messo a punto in collaborazione con la Nanospectra Biosciences (www.nano spectra.com) di Houston, non è più grande di un orologio da polso ed è stato accolto con grande interesse dalla comunità scientifica. Le prime sperimentazioni sull’uomo del laser da polso e del gel sottocutaneo dovrebbero cominciare nel 2005 per una chemioterapia.