Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  novembre 15 Sabato calendario

I Tropici non sono più un sogno irrealizzabile. Ogni anno più di venti milioni d’italiani viaggiano oltre confine e il 18 per cento (dati Doxa) raggiunge Paesi esotici

I Tropici non sono più un sogno irrealizzabile. Ogni anno più di venti milioni d’italiani viaggiano oltre confine e il 18 per cento (dati Doxa) raggiunge Paesi esotici. Ma oltre agli scenari da sogno le mete paradisiache nascondono anche delle insidie: un’indagine di un paio di anni fa dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha rilevato come nei paesi in via di sviluppo un turista su due lamenta problemi sanitari, mentre uno su dieci deve ricorrere alle cure di un medico durante o dopo il soggiorno. In particolare, uno su cento contrae infezioni respiratorie acute e uno su trecento l’epatite A. Ancora più diffuso è un disturbo meno grave, ma decisamente fastidioso: la cosiddetta diarrea del viaggiatore, che colpisce dal 30 al 70 per cento dei turisti, secondo la destinazione. Eppure basterebbe poco per scongiurare malattie all’estero. «Prima di partire, per turismo o per lavoro, bisogna rivolgersi a un medico ed effettuare le vaccinazioni previste, che proteggono non solo per il viaggio, ma per il resto della vita» afferma Walter Pasini, direttore del Centro collaboratore della Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la medicina del turismo, «la prevenzione si effettua seguendo norme igieniche e sanitarie semplici, ma che richiedono attenzione». Per una vacanza a prova d’infezione, basta rivolgersi a un centro specializzato, come la Clinica del viaggiatore di Roma (vedi la Netbox), a cui si rivolgono 120mila persone all’anno, una delle poche strutture pubbliche in Italia che offre un servizio d’informazione, prevenzione, diagnosi e cura delle malattie del viaggiatore. «Sarebbe utile iniziare la profilassi un mese prima della partenza» spiega il direttore della Clinica, Roberto Ieraci, «ma esistono anche i calendari rapidi per i viaggi last minute, sempre più diffusi. sbagliato illudersi pensando ”a me non succede”, perché le patologie dei viaggiatori, più o meno gravi, sono in aumento».