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 2003  novembre 15 Sabato calendario

un’iniezione e non un confetto come quello inventato per le donne più di cinquant’anni fa, ma il pillolo, ovvero l’anticoncezionale chimico per uomo, è ormai una realtà

un’iniezione e non un confetto come quello inventato per le donne più di cinquant’anni fa, ma il pillolo, ovvero l’anticoncezionale chimico per uomo, è ormai una realtà. Secondo le previsioni, dal 2006 si potrà acquistare in farmacia: nei prossimi mesi, infatti, terminerà la fase due della sperimentazione e, grazie a uno storico accordo siglato tra le case farmaceutiche Organon e Schering, partiranno subito i finanziamenti per l’ultima fase di test. Ma come è fatto questo anticoncezionale per uomo? Lo spiega Maria Cristina Merig-giola, ricercatrice presso il Policlinico Sant’Orsola di Bologna che, con l’équipe coordinata da Carlo Flamigni, lo sperimenta dal 1994: «Si tratta di un’iniezione a base di un ormone progestinico e di testosterone, ogni 6-8 settimane, che mette al riparo da paternità indesiderate». Il primo blocca i 120 milioni di spermatozoi prodotti in media in un giorno da un adulto giovane, ma inibisce anche la produzione di testosterone che incide sul desiderio sessuale. «Per non interferire con la potenza sessuale» spiega Meriggiola «somministriamo del testosterone compensativo». Il contraccettivo a base di ormoni è frutto di un lavoro di ricerca in équipe. Oltre all’Italia, infatti, oggi è sperimentato anche presso l’Università di Münster, in Germania, e, con una formulazione diversa che combina pillola e iniezione, anche presso l’università di Manchester. «Siamo in contatto anche con gli altri centri e conosciamo lo stato di avanzamento della ricerca» racconta Meriggiola «in Italia, ci stiamo concentrando sui tempi di somministrazione dell’iniezione: la nostra formula è stata testata su un centinaio di volontari e ha dimostrato di funzionare. Gli effetti collaterali finora riscontrati sono molto lievi: riguardano un aumento di peso o un calo del colesterolo buono, l’Hdl provocato da alcuni progestinici. Un bilancio complessivo si potrà però fare solo tra una decina d’anni». Il controllo della fertilità attraverso l’assunzione di ormoni è stato tradizionalmente appannaggio delle donne, ma oggi il pillolo comincia a piacere anche ai maschi. Organon e Schering, due delle aziende più attive nel campo degli anticoncezionali, hanno deciso di avviare la terza fase della sperimentazione, che partirà nel 2004, per testare l’efficacia e la sicurezza del pillolo nel lungo periodo. Se tutto va bene il lancio sul mercato del prodotto finito potrebbe avvenire già nel 2005. Ma non si tratta solo di una questione di mercato: è in atto una rivoluzione nel campo della contraccezione. Oggi gli uomini single vedono il pillolo come un metodo utile a controllare la propria fertilità, mentre per le coppie è un’alternativa, soprattutto se la donna non può assumere ormoni per motivi di salute. E cinquant’anni di storia della pillola al femminile e le ricerche condotte sugli effetti collaterali degli steroidi hanno insegnato molto e, per l’uomo, i ricercatori vogliono evitare gli errori commessi soprattutto con le prime formulazioni degli anticoncezionali: vere e propre bombe ormonali nocive per la salute. Oggi i progestinici usati per il pillolo sono gli stessi della pillola, ma l’obiettivo è ottenere con una composizione di ormoni minima la massima efficacia. E sicurezza: cessata l’assunzione, è necessario garantire un immediato ritorno alla fertilità. Gli studi sul pillolo sono iniziati circa trent’anni fa, anche se le prime sperimentazioni in Italia sono cominciate solo a metà anni Novanta. Un ritardo dovuto al fatto che un tempo sembrava più semplice lavorare sugli ovociti femminili che sopprimere milioni di spermatozoi, e chi doveva commerciare il composto riteneva non esistesse un mercato potenziale per il pillolo. L’opinione del pubblico maschile però sta cambiando. Una recente indagine condotta dalla società di sondaggi Eta Meta su un campione di 950 italiani, uomini e donne tra i 24 e i 55 anni, ha rivelato molta curiosità nei confronti del pillolo: tra i pregi riconosciuti dagli uomini, nel 39% dei casi c’è la possibilità di fare l’amore con più libertà e nel 26% di avere maggior peso sulla pianificazione familiare. Il sondaggio ha riservato anche qualche sorpresa: ad esempio, le più perplesse nei confronti del pillolo erano delle donne (il 35% ha dichiarato di non voler farlo provare al partner e il 22% di voler aspettare). E gli uomini che ne pensano? Il 51% è favorevole al pillolo, gli altri invece aspetterebbero un po’ prima di utilizzarlo, oppure preferiscono il preservativo. Quando il pillolo sarà in commercio però, la flessibilità farà il suo ingresso nel campo della contraccezione. «Chi guarda con favore questo anticoncezionale è un uomo moderno, progressista e aperto. Appartiene soprattutto alle nuove generazioni» spiega la sessuologia Chiara Simonelli, che aggiunge: « un uomo che ha un buon rapporto con le donne e ha abbandonato quella visione del passato per cui potenza e fertilità sono sinonimi. Statisticamente non si tratta della maggior parte della popolazione maschile italiana, ma credo che sempre più uomini oggi prenderebbero il pillolo». Per la sperimentazione made in Italy, l’anticoncezionale è stato testato su centinaia di volontari, con un grado di efficacia prossimo al 100%, come nel caso della pillola femminile. Tra i volontari, maschi tra i 20 e i 50 anni e in buono stato di salute, c’è Giuseppe P., 38 anni e al secondo ciclo di sperimentazione. A lui sono state somministrate le cosiddette iniezioni di deposito (per il primo anno una ogni 12 settimane e per il secondo una ogni 8): «Ho scelto di partecipare al test come gesto d’amore nei confronti della mia compagna che non poteva assumere anticoncezionali. Considero l’anticoncezionale maschile come un’opportunità per la coppia. Dopo i primi mesi in cui la fertilità oscillava, nel mio seme non erano più presenti spermatozoi. Ogni 15 giorni, viene monitorato un campione di liquido seminale per controllare la produzione di spermatozoi. D’altra parte l’azospermia è varia da individuo a individuo e ogni volontario può avere risultati diversi. Dopo aver interrotto l’iniezione, invece, è ricominciata la produzione di spermatozoi e la produzione di testosterone. Effetti collaterali? Nessuno a parte un lieve aumento nel livello di sudorazione e del girovita». Per ora gli studi sull’anticoncezionale maschile si concentrano sull’iniezione, per il confetto o il cerotto sottocutaneo c’è ancora da aspettare. La formula progestinico più testosterone non è l’unica e, nel mondo sono allo studio delle alternative, anche se i test su questi sistemi sono più indietro. C’è poi la strada della biologia molecolare, che tenta di inibire la proteina che favorisce la maturazione degli spermatozoi. Presso la sede di Strasburgo del Consiglio nazionale delle ricerche francese, l’équipe di Paolo Sansone Corsi studia sui topi l’effetto di una proteina della famiglia delle chinesine che blocca la produzione di una sostanza fondamentale per la maturazione degli spermatozoi. Altre ricerche si sono concentrate invece sul gossypol, un antiparassitario contenuto nella pianta del cotone e usato per rendere sterili gli insetti dannosi. Sperimentato sull’uomo in Cile, Brasile e in alcuni Paesi in via di sviluppo, questa sostanza ha un grosso limite: in molti casi blocca in modo irreversibile la produzione di spermatozoi. Per finire ci sono i derivati di una sostanza antitumorale, la lanidamina, che bloccano la formazione degli spermatozoi, ma per il momento sono studiati solo sugli animali. Presso l’Università di Oxford, in Gran Bretagna, l’équipe di Frances Patt ha scoperto gli effetti del principio attivo di un farmaco usato per curare una rara malattia ereditaria, il morbo di Gaucher. Si tratta della N-butildeossinogirimicina che agisce deformando gli spermatozoi. E adesso i ricercatori si propongono di testarla sull’uomo. Per Maria Cristina Meriggiola però è bene essere cauti: «Bisogna verificare che la deformazione degli spermatozoi sia reversibile, altrimenti il rischio, come è già accaduto in passato è di farsi prendere da facili entusiasmi che poi vengono sistematicamente smontati in fase sperimentale». Paola Coppola