Simone De Clementi, Macchina del Tempo, maggio 2003 (n.5), 15 novembre 2003
Sono milioni gli ettari coltivati nel mondo con piante transgeniche, e quando si parla di allergie il pensiero corre inevitabilmente a queste piantagioni
Sono milioni gli ettari coltivati nel mondo con piante transgeniche, e quando si parla di allergie il pensiero corre inevitabilmente a queste piantagioni. Le nuove proteine introdotte negli alimenti dovrebbero migliorare il prodotto, non peggiorarlo. E tra i pericoli ventilati nella produzione di OGM vi era quello della produzione di nuovi allergeni, capaci di aggiungersi alle centinaia già esistenti. Una dieta più ricca, anche di possibili cause di allergie. Ma tra ipotesi e paure i fatti sono pochi. L’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità ha escluso che il consumo di Ogm possa provocare danni alla salute umana. Anzi, per la soia, alle cui varietà tradizionali e non modificate geneticamente è allergico circa il 5% della popolazione, è stata annunciata lo scorso settembre l’immissione sul mercato americano di una varietà Ogm ipoallergenica. Una trovata di mercato? Forse, ma sicuramente un beneficio per molti consumatori che non tollerano la soia tradizionale. Chi si preoccupa dei pollini Ogm può stare tranquillo: fatta eccezione per alcune varietà di mais in Spagna, in Europa le piante transgeniche non sono coltivate. E per finire va ricordato che per essere commercializzato un Ogm deve dimostrare di essere sicuro, pena il ritiro dal commercio. accaduto per una varietà di soia, dove era stato inserito un gene preso in prestito dalla noce brasiliana: la coltivazione è stata abbandonata e la produzione incriminata è cessata. Niente prove quindi contro gli Ogm e meno male perché stare male per qualcosa pensato per migliorare l’igiene alimentare oltre che un danno sarebbe una beffa.