Simone De Clementi, Macchina del Tempo, maggio 2003 (n.5), 15 novembre 2003
I l 70% dei cittadini europei che ne soffre, secondo l’ultimo sondaggio dell’Eurobarometer, considera le allergie come un fattore che condiziona pesantemente le proprie abitudini di vita
I l 70% dei cittadini europei che ne soffre, secondo l’ultimo sondaggio dell’Eurobarometer, considera le allergie come un fattore che condiziona pesantemente le proprie abitudini di vita. Non c’è quindi da stupirsi se il fatturato degli antiallergici è in netta crescita. I farmaci sono tanti e non sempre distinguibili all’interno delle classi, ma secondo l’istituto di ricerche di mercato IMS-Health (www.ims-global.com) la crescita più marcata è quella degli antistaminici che agiscono su tutto l’organismo: nel 2000 vantavano un mercato mondiale di 5,5 miliardi di euro, cresciuto del 19% rispetto all’anno precedente e all’undicesimo posto per importanza tra tutti i farmaci. In questo settore a farla da padroni sono principi attivi come il loratidine (39%), seguiti dalla cetirizina (21%). In Italia per questi farmaci, molti ormai da banco e quindi acquistabili senza prescrizione medica, il rapporto dell’Osserva- torio nazionale sull’impiego dei farmaci mostra che nel primo semestre del 2001 si sono spesi 81 milioni di euro: non molto di fronte a una spesa farmaceutica totale per i prodotti destinati al sistema respiratorio di 573 milioni di euro, ma pur sempre una crescita dell’1,2% rispetto al 2000. Gli antinfiammatori e i prodotti a base di cortisone somministrati con spray da inalare hanno incassato 187 milioni di euro nel primo semestre del 2001 con una crescita dello 0,9 rispetto al 2000. Quelli contro l’asma, sempre più spesso associata a fenomeni allergici, hanno segnato una spesa di 143 milioni di euro, senza significative variazioni.