Severino Colombo, Macchina del Tempo, maggio 2003 (n.5), 15 novembre 2003
La tecnologia moderna ha moltiplicato gli strumenti per studiare il più complesso di tutti gli organi: il cervello
La tecnologia moderna ha moltiplicato gli strumenti per studiare il più complesso di tutti gli organi: il cervello. La risonanza magnetica (RMI) è una tecnica di bioimmagine che, come la Tomografia assiale computerizzata (TAC), si basa sull’uso di campi magnetici d’intensità variabile. Entrambe forniscono un’immagine strutturale del cervello (nella foto accanto), ma non permettono d’individuare alterazioni funzionali. Il Cerebral blood flow (CBF) fornisce invece una misura indiretta dell’attività cerebrale basandosi sulla quantità di sangue che lo irrora così come la SPECT o Tomografia a emissione di singoli fotoni. La PET o tomografia a emissione di positroni permette invece di osservare lo stato funzionale dei tessuti, attraverso il loro metabolismo. Il più studiato è quello del glucosio, unica fonte di energia per le cellule nervose. Ottenute le informazioni, un computer le elabora costruendo delle immagini colorate: una mappa dell’attività metabolica del cervello.