Severino Colombo, Macchina del Tempo, maggio 2003 (n.5), 15 novembre 2003
Theodore Berger, bioingegnere presso l’Università della California del Sud, negli Stati Uniti, ha inventato la prima protesi cerebrale: un microchip di silicio in grado di sostituire il ruolo dell’ippocampo, l’area del cervello responsabile dell’elaborazione dei ricordi e del loro immagazzinamento nel cervello
Theodore Berger, bioingegnere presso l’Università della California del Sud, negli Stati Uniti, ha inventato la prima protesi cerebrale: un microchip di silicio in grado di sostituire il ruolo dell’ippocampo, l’area del cervello responsabile dell’elaborazione dei ricordi e del loro immagazzinamento nel cervello. Il chip, che funziona come un ponte su un circuito elettrico permettendo agli impulsi nervosi di aggirare i tessuti danneggiati, potrebbe rivelarsi molto utile per i pazienti colpiti da alcune malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la sclerosi multipla. Provare se il circuito funziona sarebbe molto semplice secondo Berger, che comincerà la sperimentazione nei topi tra cinque mesi, poiché la perdita di funzionalità dell’ippocampo crea problemi solo nella formazione di nuovi ricordi e non nel richiamo di quelli più vecchi. «Se i ratti con lesioni all’ippocampo a cui verrà impiantato il microchip cominceranno a modificare il loro comportamento in seguito a nuove esperienze» osserva Berger «sarà una prova evidente che l’impianto funziona». L’opportunità di un impianto nell’uomo rimane però controversa poiché i meccanismi del cervello sono ancora poco conosciuti. Non ultimi i filosofi obiettano: «Dimenticare è un beneficio per l’uomo, perché toglierglielo?».