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 2003  novembre 14 Venerdì calendario

Facciamo un viaggio in una zolla di terra, che è piena di sorprese. Incontreremo gli esseri più strani del mondo, ossia gli insetti e i ragni (che non sono più considerati insetti, ma aracnidi, perché hanno 8 zampe invece di 6)

Facciamo un viaggio in una zolla di terra, che è piena di sorprese. Incontreremo gli esseri più strani del mondo, ossia gli insetti e i ragni (che non sono più considerati insetti, ma aracnidi, perché hanno 8 zampe invece di 6). Se impariamo a conoscere questa piccola gente, vedremo che è una bella compagnia di creature ”super” e perfino simpatiche, benché molti le detestino a causa di qualche loro parente nato per pungere, come le vespe, le zanzare, o le pulci. Ma non lasciamoci suggestionare: gli altri sono fantastici e spesso più complicati di noi. Non ci credete? Ecco un esempio: chi ha avuto la pazienza di studiare l’anatomia di un bruco, ha scoperto che possiede 4041 muscoli, mentre un uomo non ne ha neppure 300. Minuscoli insettucci vivono anche dentro la zolla di terra, come i collemboli (antichi quasi come il mondo), e a volte qualche lombrico: un verme utilissimo perché fa respirare il terreno. Noi, però, ci occuperemo di quelli che vivono sopra la zolla, e magari volano. Gli insetti più comuni non sono né belli né simpatici, ma hanno affascinato un gran numero di studiosi: si tratta delle formiche. Sono piuttosto antiche, perché hanno 80 milioni di anni, mentre i primi uomini non ne contano neppure 8. Le formiche sono insetti sociali, formano immense famiglie e costruiscono città sotterranee sterminate. La loro organizzazione è fantastica. Si è scoperto che a modo loro si parlano. Gli scienziati sostengono perfino che sanno scrivere, infatti lasciano tracce sui luoghi dove passano, e le compagne le leggono. Esistono tante specie di formiche, e ognuna si dedica ad attività diverse: ci sono le cucitrici, le migratrici, le coltivatrici di funghi, le pompiere (proprio così, le formiche sanno spegnere gli incendi). Non tutte però sono brave e oneste: ci sono anche formiche schiaviste che fanno sgobbare operaie rubate ad altre specie, e perfino formiche drogate che mandano in rovina tutto il formicaio. Una delle più comuni e invadenti è la formica detta argentina, piccola, bruna e sempre affamata. Il suo nome scientifico, se volete saperlo, è Iridomyrmex humilis. Tra gli insetti più belli ci sono sicuramente le farfalle alle quali abbiamo rubato il brevetto della cannuccia per bere. Una cannuccia che si srotola quando serve. A volte le farfalle sono bugiarde, però bisogna capirle, perché non hanno nessuna difesa. Così inventano trucchi favolosi, per esempio i falsi occhi come quelli della Inachis io, la bella vanessa che troverete in queste pagine. Tra le ingannatrici ce ne sono alcune che si travestono da cobra, ossia che portano sulle ali il disegno della testa del terribile serpente velenoso, e restano in posa in mezzo alle piante. Un po’ di spazio è giusto dedicarlo a un insetto strano, la mantide religiosa (Mantis religiosa), chiamata così perché tiene le zampe unite come se pregasse, ma è abilissima a farle scattare e prende al volo perfino una mosca. verde, con un musetto triangolare e buffo, gli occhi fatti di tante pupilline chiamate ommatidi, messe insieme come un mazzetto di margherite: quegli occhi, di giorno, sono tutti verniciati di verde come il corpo, ma captano ogni più piccolo movimento e di notte ogni minima luce. Le mantidi sono predatrici feroci e hanno una cattiva fama perché mangiano i propri mariti. Il naturalista inglese del 1600, Thomas Mouffet, sosteneva che se un ragazzo perde la strada in un bosco, bisogna che si rivolga a una mantide, e siccome lei sa tutto, con una zampa gli indica la direzione giusta. In passato la consideravano divina: il nome mantide viene dal greco mantis che significa profeta.  verde come lei anche la cavalletta, (Tettigonia viridis), che potete incontrare con una certa facilità, ma è difficile catturarla, perché salta via più o meno come un grillo. E poi non bisogna spaventare gli insetti, né fargli del male (questo discorso, naturalmente, non vale per le zanzare o per le pulci!). Le libellule purtroppo sono sempre più rare, ma il loro corpo affusolato e splendente è straordinario, così com’è straordinaria la loro abilità nel volo. Possiedono 4 ali indipendenti che il loro cervello-computer controlla separatamente in base alle informazioni che riceve da numerosi organi di senso e dai grandi occhi, formati da 30 mila piccole pupille. Con un sistema di ali simile, le libellule diventano di volta in volta scooter dell’aria, elicotteri, alianti, caccia, missili, jet o addirittura Ufo. Brutto, ma affascinante, è un altro tipetto ancora più sottile di una libellula: l’insetto stecco (Baculum extradentatum), che ha fatto la strana scelta di assomigliare a un ramoscello rinsecchito. Se non avete gli occhi esercitati può darsi che non lo vediate neppure, tanto è bravo a mimetizzarsi. E se tira un po’ di vento, o gli soffiate addosso, oscilla come un ramoscello, ma non si muove e finge di non esistere. I bruchi della processionaria sono buffi da guardare, ma guai a toccarli: sono armati di peluzzi urticanti. Nessuno li ama: distruggono i pini quando fanno i nidi tra i rami. Un esperimento divertente, da fare con dei guantoni, è prenderli e metterli sull’orlo di un vaso da fiori. Camminano coscienziosamente uno dietro l’altro, all’infinito. Sono davvero stupidi, poverini. Due ultimi consigli: prendete in mano una coccinella, poi lasciatela andare. Dicono che porti fortuna, ma non confondetela con le verdi cimici di bosco (Palomena prasina): il loro cattivo odore vi perseguiterà per tutta la giornata, anche se vi laverete le mani per dieci volte.