Viviana Lupi, Macchina del Tempo, maggio 2003 (n.5), 14 novembre 2003
è nato per correre. Ogni particolare nell’aspetto del ghepardo sembra suggerirlo: muscoli possenti, corpo snello e slanciato, zampe lunghe e snodate
è nato per correre. Ogni particolare nell’aspetto del ghepardo sembra suggerirlo: muscoli possenti, corpo snello e slanciato, zampe lunghe e snodate. E poi, narici larghe, per inglobare grandi quantità di ossigeno, e un cuore potente, che pompa sangue in un efficientissimo sistema di arterie. Il ghepardo è anche l’unico felino che non ritrae mai gli artigli, strumenti che devono essere sempre a disposizione per aderire al terreno durante le folli corse. E il ghepardo corre. Più velocemente di qualsiasi altro animale esistente sulla Terra. Quando si lancia a piena velocità su una preda, supera i 100 chilometri orari. Ma una cosa è stata più veloce del ghepardo: l’estinzione. A questa il felino maculato non è riuscito a sfuggire, tanto che in India, dove un tempo prosperava, non ne è rimasto più nemmeno un esemplare. Pare che l’ultimo sia stato ucciso da un cacciatore nel 1953. Le cause della scomparsa sono da ricercarsi nelle ripetute battute di caccia al ghepardo, compiute soprattutto nel periodo del dominio britannico (terminato nel 1947), e nella progressiva riduzione degli habitat dove il felino poteva cacciare la sua preda preferita: l’antilope. L’India, per porre rimedio alla situazione, oggi ha chiesto aiuto all’Iran, dove sopravvivono ancora alcune popolazioni di ghepardi. Il presidente iraniano Mohammad Khatami, durante una recente visita in India, si è sentito avanzare una richiesta particolare dai ricercatori del Centro di biologia molecolare della città indiana di Hyderabad: una coppia di ghepardi o, in alternativa, il DNA necessario per procedere alla clonazione del felino. In questo secondo caso, una femmina di leopardo - molto simile al ghepardo e ancora presente in India - verrebbe utilizzata come madre adottiva. Il nucleo di una delle sue cellule uovo verrebbe sostituito con quello di una cellula di ghepardo. Dopo un’operazione di questo tipo, l’embrione si accrescerebbe seguendo le informazioni genetiche provenienti dal nuovo nucleo, con il risultato che, nell’utero della madre adottiva, si svilupperebbe un animale esattamente identico al ghepardo donatore. Ma la clonazione è la soluzione giusta? Al direttore del centro di ricerca indiano, Lalji Singh, portavoce della richiesta, si sono contrapposti studiosi che ritengono ci siano altre vie da percorrere. Tra questi, l’esperto di felini Gajendra Singh, che si dichiara perplesso sul ripopolamento tramite clonazione. Secondo il ricercatore, la clonazione è una tecnica troppo costosa e ancora poco efficiente: dietro a un successo ci sono centinaia di tentativi fallimentari. La prima cosa a cui pensare, sostengono gli ambientalisti, è piuttosto trovare il modo di recuperare e proteggere l’habitat naturale del ghepardo. Infatti, una volta clonato, il fulmineo felino troverebbe ancora sufficiente spazio per sopravvivere, cacciare, correre?