Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  novembre 14 Venerdì calendario

Quando sentite l’esigenza di sfogare l’aggressività con una bella lite, accertatevi che nell’aria ci sia un vento caldo, pazientate fino al confine con la Svizzera e fatelo Oltralpe

Quando sentite l’esigenza di sfogare l’aggressività con una bella lite, accertatevi che nell’aria ci sia un vento caldo, pazientate fino al confine con la Svizzera e fatelo Oltralpe. In questi Paesi, infatti, il passaggio di un vento caldo (il phoen) è considerato un’attenuante nei processi per piccoli reati come le risse. Ci sono persone, infatti, che avvertono più di altre il cambiamento repentino delle condizioni climatiche. Sono i meteoropatici: «Si calcola che un italiano su quattro soffra di questo disturbo», dice il professor Giampiero Maracchi, direttore dell’Istituto di Biometeorologia del Cnr di Firenze (Ibimet). «è un’ipersensibilità alle mutazioni climatiche, che si manifesta con astenia, depressione, insonnia, calo della libido, ma soprattutto irritabilità e difficoltà nel concentrarsi». In che modo l’arrivo di un temporale può condizionare il benessere psicofisico di una persona? «Le cause sono ormonali. Questi fenomeni causano nell’atmosfera scariche elettriche che alterano la produzione di serotonina, adrenalina e melatonina, con conseguenze sul sistema nervoso». Questa reazione dell’organismo viene definita meteoropatia di base, per distinguerla da una seconda forma di meteoropatia, più seria: «Consiste nell’aggravarsi di patologie cardiovascolari e nervose preesistenti, e colpisce soprattutto gli anziani. Numerosi studi hanno evidenziato che in concomitanza con bruschi sbalzi di temperatura e turbolenze aumenta il numero di infarti e angina pectoris», dice Maracchi. C’è poi un ultimo tipo di meteoropatia che interessa prevalentemente il nord Europa: «è definito Disordine affettivo stagionale (Das) ed è una forma di depressione legata all’accorciarsi delle giornate. In genere si cura con l’esposizione a una lampada che emette una luce simile a quella del sole». E le altre forme di meteoropatia come si curano? «Si possono alleviare i disturbi lavorando sul benessere psicofisico. Ad esempio sfogando l’irritabilità con l’attività fisica e cercando di ritagliarsi momenti di relax per calmare gli sbalzi d’umore», conclude Maracchi. La cattedra di psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e il Centro di Ricerche in Bioclimatologia Medica dell’Università degli Studi di Milano hanno svolto una ricerca su 300 persone. «La sensibilità ai fenomeni meteorologici è risultata del 40% tra le donne e del 24% tra gli uomini. E aumenta con l’età: tra i 20-30enni è del 18%, e arriva al 46% oltre i 60 anni d’età», sostiene il professor Umberto Solimene, direttore del Centro di Ricerche in Bioclimatologia. Curiosità: il problema risulta più diffuso tra i vedovi (chissà perché) e le persone di corporatura robusta. Marianna Aprile