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 2003  novembre 13 Giovedì calendario

Brandauer Klaus

• Maria Bad Aussee (Austria) 22 giugno 1944. Attore • «La testa liscia, il volto bianco, gli occhi segnati da un pesante trucco nero, le labbra rosso sangue. È Hendrik Höfgen nei panni di Mephisto, ovvero Klaus Maria Brandauer nel film dedicato all’attore tedesco che vendette l’anima al regime nazista. Una storia vera, tratta dall’omonimo romanzo di Klaus Mann, che di Höfgen, cioè del celebre Gustav Gründgens, era stato molto amico e cognato. A Brandauer l’idea che di quarant’anni di carriera venga sempre e quasi solo citata questa interpretazione non va. Già quando nel 1982 il film di Istvan Szabo trionfava a Cannes e vinceva l’Oscar ripeteva un po’ stizzito: “Si sono accorti ora che sono bravo. Ma io lavoro da quando avevo diciannove anni, sono sempre stato bravo”. Brandauer facile non lo è mai stato. Se la stampa internazionale l’ha sempre voluto dipingere come bello e dannato senza risparmiare aggettivi per descrivere quegli occhi a fessura che bucano il volto (sornioni, perversi, diabolici), i critici di casa, più avvezzi al suo fascino, ma anche alla frequentazione dal vivo, hanno sottolineato il talento dell’attore, ma non hanno taciuto la spigolosità dell’uomo (arrogante, inavvicinabile, difficile, imprevedibile). Brandauer ricambia (“Se la critica austriaca avesse un qualsiasi peso, da tempo dovrei essere bandito dal palcoscenico”). [...] I personaggi che ha interpretato sono quasi tutte figure dell’ambiguità. [...] “Amo i personaggi complessi, estremi, che per ottenere il potere sono costretti a mentire. [...] Se interpreto ruoli diabolici è perché finora non ho incontrato angeli fra di noi. Siamo tutti sbagli della natura, siamo tutti condannati a sbagliare. perché tutti noi viviamo”. [...] Fino ai sei anni ha vissuto insieme ai nonni ad Altaussee, una località di villeggiatura stiriana dove amavano passare i mesi estivi anche Sigmund Freud e Hugo von Hofmannsthal. poi ha seguito i genitori in Svizzera e in Germania. Del padre Georg Steng si sa poco: era tedesco e faceva il doganiere. La madre, Maria Brandauer, così come la nonna, sono invece figure molto amate e spesso citate. [...] Che sia nato attore lo si capisce molto presto. Dopo la maturità si iscrive all’Accademia di musica e arte drammatica di Stoccarda, ma l’abbandona dopo un anno. “Non ho mai pensato di fare altro che recitare. Così quando presi la decisione di lasciare l’Accademia, mia madre mi incoraggiò e mia nonna, con la tipica saggezza di chi ha passato gli Ottanta, mi regalò la sua esperienza, il buon senso della persona semplice, di campagna”. Sorretto dalla convinzione che la tecnica l’avrebbe appresa sul palcoscenico, a soli diciannove anni Brandauer debutta a Tubinga in Misura per Misura di Shakespeare, nella parte di Claudio. [...]» (Andrea Affaticati, “Il Foglio” 13/5/2001).