Varie, 12 novembre 2003
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Faber Michel
• L’Aja (Olanda) 13 aprile 1960. Scrittore • «Cresciuto in Australia, ha una laurea con specializzazione in Letterature antiche, medievali e moderne finita nel cassetto. [...] Per vivere ha fatto l’addetto alle pulizie e l’infermiere; oggi abita in una vecchia stazione ferroviaria nel Nord della Scozia. “Ciò che mi interessa è la costruzione dell’identità: il modo in cui le persone decidono chi sono e che cosa sono”. [...] Lo stile di Faber è efficace, immediato, diretto; il ritmo del racconto, cinematografico; la prosa, malleabile, all’occorrenza brutale o sublime e nulla» (Severino Colombo, “Corriere della Sera” 12/11/2003) • «[...] romanziere olandese-australiano-scozzese che la critica ha paragonato a Dickens e Orwell. [...] “Da bambino ero il soprano di un coro chiamato ’Maroondah Singers’. La nostra specialità erano canzonette pop vecchio stile, musica di facile ascolto. Burt Bacharach, un pochino di Bach, pezzi da The Sounds of Music. Poi sono cresciuto, ho cambiato voce e ho smesso [...] Io credo che la letteratura non debba essere noiosa. Bisogna dare ai lettori una ragione per andare avanti. Va benissimo per me voler affrontare questioni complesse come il significato filosofico di libertà nella vita umana e nelle composizioni artistiche. Ma senza una storia attraente il lettore non percorrerà questo viaggio. Perciò faccio quello che posso per creare suspense e personaggi avvincenti [...] Amo le donne, ma non mi considero una femmina nel corpo di uno scrittore maschio o robe del genere. Un buono scrittore dovrebbe saper scrivere indifferentemente dal punto di vista di un uomo, di una donna e di un bambino. La ragione per cui alcuni scrittori uomini scrivono in modo poco convincente sulle donne non è perché sono uomini, ma perché sono deboli come scrittori [...] Non mi sento particolarmente britannico. Quando giro per la Scozia mi sento un alieno, mentre appena metto piede sull´Europa continentale mi sento a casa [...]» (Enrico Franceschini, “la Repubblica” 19/2/2005).