11 novembre 2003
Sul ”Times” di sabato un articolo a firma Brian Glanville nel quale si accusa Angelo Moratti (presidente dell’Inter due volte campione del mondo negli anni Sessanta e padre di Massimo) di essere stato nient’altro che un imbroglione: "Le vittorie dell´Inter degli anni ´60 furono frutto di corruzione e imbrogli nei quali Angelo Moratti giocò un ruolo cruciale in un sistema messo in piedi da due uomini ora deceduti: Deszo Holti, faccendiere ungherese, e Italo Allodi"
Sul ”Times” di sabato un articolo a firma Brian Glanville nel quale si accusa Angelo Moratti (presidente dell’Inter due volte campione del mondo negli anni Sessanta e padre di Massimo) di essere stato nient’altro che un imbroglione: "Le vittorie dell´Inter degli anni ´60 furono frutto di corruzione e imbrogli nei quali Angelo Moratti giocò un ruolo cruciale in un sistema messo in piedi da due uomini ora deceduti: Deszo Holti, faccendiere ungherese, e Italo Allodi". L´Inter, sostiene Glanville, comprò gli arbitri delle semifinali di Coppa Campioni 1964 (Borussia Dortmund) e 1965 (Liverpool) ma non fallì nell’operazione nel 1966 quando, sconfitta 1-0 all’andata dal Real Madrid, non riuscì a convincere l’arbitro ungherese Vadas, cui era stata offerta una somma fino a 25 volte il prezzo di una Mercedes dell’epoca (per un rigore ai supplementari, 10 volte per un rigore all’ultimo minuto).