Varie, 11 novembre 2003
BOOTH
BLAIR Cherie (Booth) Bury (Gran Bretagna) 23 settembre 1954. Avvocato. Moglie di Tony Blair • «Fino al luglio del’94 è stata Ms Booth, brillante penalista molto ben pagata, specializzata in diritto del lavoro, pubblica amministrazione e pari opportunità. Alcune delle cause da lei brillantemente vinte hanno fatto epoca, o almeno cronaca. Soprattutto quelle intentate dai suoi clienti contro il governo di Sua Maestà. [...] Si va dalla difesa delle coppie gay alle 45mila sterline ottenute per una ragazza la cui dislessia, non individuata per tempo dalle autorità scolastiche le impedisce di lavorare. [...] Una reginetta forense del politically correct. Una secchiona impegnata che step by step, senza ribellioni, senza distrazioni, dal primo giorno di scuola non ha fatto che salire metodicamente verso l’obiettivo finale: diventare giudice di Sua Maestà. A 40 anni era Queen’s Counsellor, titolo concesso a pochi, e per altro merito; a 43 è stata la prima donna votata ”personalità legale dell’anno”. [...] Non stupisce che fino al luglio del 1994 non si curasse del suo aspetto. Quando però il marito arrivò in cima al Partito laburista con buone carte per diventare primo ministro, la stampa decise che era giunta l’ora di farla a pezzi: ”Pazienza bassa, ma anche chiatta” fu uno dei commenti migliori. ”Enorme didietro, capelli a fil di ferro e un sorriso che è un ictus” uno dei più cattivi. ”Via quella gonna alle caviglie, e cosa fa con quelle ciabatte di velluto e la giacca iridescente?” scrissero penne pietose. [...] L’ultima apparizione in pubblico della vecchia Cherie avvenne il 2 maggio 1997. L’immagine di lei in camicia da notte e testa arruffata, dopo lo champagne per la travolgente vittoria della notte prima, l’ultima passata a casa prima di traslocare a Downing Street, fece il giro del mondo come un trofeo di cattivo gusto. Subito dopo Fiona Millar, compagna del re degli spin doctor Alistair Campbell, è divenuta il suo consigliere personale. [...] C’è chi dice che, se non l’avesse incontrata, Tony Blair sarebbe lo stesso primo ministro. Ma forse non laburista. Mentre lui si trastullava con gli Ugly Rumours, la banda rock dei tempi di Oxford, lei faceva l’attivista di sinistra. Era iscritta al Labour (allora senza ”new” e senza ”old”, ci avrebbe pensato suo marito molti anni dopo) dall’età di 16 anni. Alla stessa età, lui invece era stato il candidato conservatore nelle elezioni della scuola scozzese, l’esclusiva Fettes. [...] Cherie, invece, aveva un impeccabile pedigree laburista. Nelle vene, sangue di marinai, minatori e portuali. Ma anche una non trascurabile, e forse minacciosamente dominante, vena artistica: essendo attori il padre e la madre. [...] Quando aveva 21 mesi e la sorella Lyndsey non era ancora nata, il padre se ne andò e non si fece più vivo. Mamma Gale tirò su le piccole con l’aiuto della suocera. [...] Con Tony, collega di lavoro e di partito, si erano incrociati per la prima volta al concorso d’abilitazione, in virtù dell’ordine alfabetico. Lui era appena uscito da Oxford con un buon ”second”, lei aveva ottenuto il miglior ”first” dell’anno alla London School of Economics. [...] Estroso e geniale lui, sgobbona e metodica lei. Fu alla festa di Natale a casa di Cherie, durante l’impegnativo e per Cherie forse anche trasgressivo gioco in cui, a coppie ci si passa un palloncino tra le gambe senza farlo cadere, che l’amoro sbocciò. Lui le chiese di sposarlo alla fine di una vacanza in Toscana. Si sono sposati nella cappella (anglicana) del St. John’s College di Oxford, alle due del pomeriggio del 28 marzo 1980. Lui all’una e 45 aveva fumato l’ultima sigaretta. Faceva parte del ”contratto” matrimoniale, stilato da Cherie [...]» (Erica Scroppo, ”Il Foglio” 9/7/2000).