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 2003  novembre 10 Lunedì calendario

L’episodio che presentiamo deve aver suscitato nell’antichità una grande impressione al punto che ricorre in una quantità di autori, da Plinio a Cassio Dione, da Livio a Floro, da Vale-rio Massimo a Orosio

L’episodio che presentiamo deve aver suscitato nell’antichità una grande impressione al punto che ricorre in una quantità di autori, da Plinio a Cassio Dione, da Livio a Floro, da Vale-rio Massimo a Orosio. La versione più dettagliata è quella di Orosio, spagnolo, discepolo di Sant’Agostino e autore di una storia universale che va da Adamo ai giorni suoi (IV-V secolo d.C.). Durante la prima guerra punica l’esercito di Attilio Regolo si accampa in territorio cartaginese nei pressi del fiume Bagrada (oggi il Mejerdah, in Tunisia). I soldati che vanno ad approvvigionarsi d’acqua vengono assaliti da un mostro coperto di scaglie e dalla dentatura spaventosa. Cercano di abbatterlo con le armi da lancio: frecce e giavellotti (i ”pila” dell’esercito repubblicano), ma la corazza del mostro è impenetrabile. Regolo deve far intervenire l’artiglieria, balliste e catapulte, ed è proprio un masso scagliato da una catapulta che spezza la colonna vertebrale del drago e lo uccide. Le versioni che riportiamo di Plinio il Vecchio, il grande enciclopedista autore della ”Naturalis Historia” morto nell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., di Valerio Massimo, uno spigolatore di aneddoti, attivo fra I secolo a.C. e I secolo d.C, e di Floro, autore di una storia romana basata soprattutto su Tito Livio, attivo all’epoca di Traiano, sono meno dettagliate di quella di Orosio, che probabilmente attinge all’annalista che descrisse l’evento di prima mano. La discrepanza è una sola: per Orosio si tratta sostanzialmente di un serpente, per gli altri di un rettile corazzato. Di che cosa si trattò in realtà? Non abbiamo motivo di dubitare dell’episodio: può darsi che fosse un coccodrillo di eccezionali dimensioni anche se non proprio dei 120 piedi (36 metri!) di cui parlano le fonti, oppure, nell’ipotesi del serpente, di un enorme varano.