Fabio Carbone Macchina del Tempo, luglio 2003 (n.7), 10 novembre 2003
Il circolo polare artico è una linea convenzionale tracciata a 66° e 33’ di latitudine nord del nostro planisfero
Il circolo polare artico è una linea convenzionale tracciata a 66° e 33’ di latitudine nord del nostro planisfero. Una linea convenzionale capace di spaventare i più freddolosi, che tremano all’idea di imbattersi in quelle correnti conosciute quando, di tanto in tanto, scendono verso il Mediterraneo facendo abbassare la temperatura di pochi gradi sottozero persino in Toscana o in Emilia. Così è difficile parlare di luoghi come il nord della Finlandia o della Norvegia, il nord dell’Alaska o della Siberia senza che l’interlocutore non si spaventi. E infatti sono pochi quelli che visitano il nord del mondo, il Grande Nord come venne chiamato dai coraggiosi esploratori dei primi anni del Novecento. Eppure tutta la fascia attraversata da questa linea convenzionale è un mondo di paesaggi straordinari, fatti di foreste, laghi, fiumi, canyon, cascate, pianure infinite, montagne, vulcani, ghiacciai. E di animali, dai più grandi mammiferi del mondo come le balene, agli orsi, alle alci, ai lupi, ai ghiottoni. Poi c’è il popolo migratore: milioni di esemplari tra gru, cigni selvatici, oche delle nevi per finire ai minuscoli fanelli, agli organetti e alle peppole. Tutti uccelli che arrivano ogni anno dai luoghi di svernamento per tornare a casa a nidificare. Il Grande Nord, infatti, dopo mesi e mesi di neve, di laghi interamente gelati, di silenzi incredibili, di aurore boreali, si scrolla di dosso il bianco e diventa il regno dei fiori, della luce perenne, del verde e dell’azzurro in tutte le sfumature possibili. Dalle tundre lapponi alla taiga siberiana si susseguono paesaggi incantati. Molti di questi sono aree protette, parchi nazionali, luoghi talmente belli da essere consacrati come patrimonio dell’umanità. Paesi dove i viaggiatori del XXI secolo cominciano ad arrivare sempre più numerosi, attratti dalla novità del luogo, soprattutto desiderosi d’immergersi nel tanto decantato ”contatto con la natura”. Vi proponiamo così quattro mete, quattro itinerari che possano dare un’immagine vera di un mondo remoto ma non inavvicinabile. Molto più organizzato e civile di quanto si possa immaginare.