Antonio Armano Macchina del Tempo, luglio 2003 (n.7), 10 novembre 2003
A Cambridge, cittadina universitaria inglese fondata nel XII secolo, tra pub e collegi in pietra c’è il centro ricerche Microsoft
A Cambridge, cittadina universitaria inglese fondata nel XII secolo, tra pub e collegi in pietra c’è il centro ricerche Microsoft. Uno dei ricercatori che più si sono messi in luce è siciliano, si chiama Antonio Criminisi, ha 31 anni e dopo la laurea in ingegneria elettronica a Palermo si è specializzato in computer vision a Oxford. Nel 2000 ha vinto un premio in Gran Bretagna per la migliore dissertazione informatica (pubblicata da Springer-Verlag). Poi è entrato alla Microsoft e ora sta lavorando a un software (Ibr, Image based reality) che consentirà di mettere i filmati nei pc e di muoversi dentro di essi come in una qualsiasi realtà virtuale tridimensionale. «L’utilizzo potrebbe spaziare» dice Criminisi «dal videogioco al video turistico. Se realizzo filmati di ambienti interessanti, potrò visitarli stando seduto sul divano di casa». Criminisi, grazie a un dispositivo senza fili, si muove all’interno di un giardino. Gira a destra o a sinistra, percorre un sentiero, torna indietro e così via. Il filmato è stato ottenuto con un casco a tre telecamere. «Naturalmente», dice Criminisi, «posso muovermi solo nei percorsi precedentemente filmati». Ma rispetto alle visite virtuali attuali, realizzate con una serie di foto, è già un bel passo avanti. Altro programma cui lavora Criminisi riguarda lo studio dei dipinti (Had, History of art demo): «Dal Rinascimento in poi, molti pittori hanno utilizzato la legge della prospettiva. Probabilmente servendosi di modelli reali. Ora possiamo elaborare un quadro e farne un modello 3D». Un visitatore virtuale potrà penetrare nella ”Flagellazione di Cristo” di Piero della Francesca o nella ”Lezione di musica” del Vermeer. Il fine di questo software, che trasforma a 3D un’immagine a due dimensioni, è soprattutto lo studio dell’arte. Tra gli altri programmi in cantiere a Cambridge ce n’è uno che, grazie all’uso di una doppia telecamera, consentirà di avere una vista stereo, e non più monoculare nelle teleconferenze. E, ancora, un software per la manipolazione delle foto (Ie, Image editing) che permette, ad esempio, di togliere una turista dalla foto di un monumento. «Uno degli esempi che facevamo per questo programma», ricorda Criminisi, «è quello delle foto sovietiche di Trockij. Quando il leader comunista cadde in disgrazia, lo cancellarono da tutte le immagini. Se avessero avuto questo programma, Stalin e compagni avrebbero fatto meno fatica». I programmi dovranno passare il vaglio di altre fasi, dall’applicazione al marketing, prima di andare in commercio. Ma come diceva Mao, anche il più grande viaggio comincia col primo passo. http://research.microsoft.com/~antcrim/