Ottavio Repetti Macchina del Tempo, luglio 2003 (n.7), 10 novembre 2003
Secondo le previsioni, entro una ventina d’anni le auto a cella combustibile saranno ormai comuni
Secondo le previsioni, entro una ventina d’anni le auto a cella combustibile saranno ormai comuni. Basate su un ciclo che produce elettricità partendo dall’idrogeno e ottenendo come emissione vapore d’acqua, risolveranno per sempre il problema dell’inquinamento e, quando si sarà trovato il modo di produrre idrogeno senza usare i derivati del petrolio, cambieranno anche la geopolitica del globo. Nell’attesa, però, ci sono già alcune soluzioni per limitare sia il consumo d’idrocarburi sia le emissioni inquinanti. Uno è il biodiesel. Ricavato da girasole e colza (foto), è un gasolio di origine vegetale che si può usare sia in miscela con il gasolio petrolifero (con percentuali di biodiesel variabili tra 2 e 30%) sia puro. I motori lo sopportano bene, i consumi aumentano del 2% e il motore perde il 5-6% di potenza. Ma le prestazioni sono identiche. Il biodiesel, che essendo di origine vegetale è potenzialmente inesauribile, annulla le emissioni di zolfo e riduce la fumosità anche dell’80%. Particolare curioso, il gas di scarico odora di patatine fritte. Entro fine anno dovrebbe diventare una realtà anche in Italia, mentre i taxi di Amburgo lo usano già da parecchio tempo. Un’altra soluzione per ridurre l’uso di gasolio è l’emulsione, ossia un mix di acqua e gasolio. Se fatto in laboratorio in condizioni di pressione controllate, si ottiene un carburante che riduce la fumosità del 70% e abbatte sensibilmente polveri sottili e ossidi d’azoto, grazie alla miglior combustione del gasolio. E poi c’è il biogas, prodotto in strutture apposite dal compostaggio degli scarti alimentari. Curiosa, infine, la soluzione della Millennium Cell di Eatontown (Usa) e adottata dalla Chrysler per il suo prototipo a cella combustibile: il carburante da cui ricavare l’idrogeno è il boroidrato di sodio, uno dei componenti principali del sapone. Il minivan Town & Country Natrium grazie al boroidrato di sodio ha emissioni zero, velocità di 120 all’ora e autonomia di quasi 500 chilometri. Con l’uso il combustibile si trasforma in borato di sodio, che può essere nuovamente convertito e usato.