Macchina del Tempo, giugno 2003 (n.6), 8 novembre 2003
Anticiclone delle Azzorre è il più famoso tra gli anticicloni permanenti della fascia subtropicale perché regola il tempo nel Mediterraneo, specie in estate
Anticiclone delle Azzorre è il più famoso tra gli anticicloni permanenti della fascia subtropicale perché regola il tempo nel Mediterraneo, specie in estate. Infatti nella stagione estiva si allunga quasi in permanenza fino all’Italia, tenendo così lontane dalla penisola le nubi atlantiche. Per di più, a differenza dell’anticilone africano, non porta mai caldo intenso perché sospinge verso i nostri mari aria fresca di origine atlantica. E infine, siccome negli anticicloni i venti sono deboli, allora lungo le nostre coste i venti dominanti estivi divengono le brezze, gioia e delizia dei velisti. Cicloni tropicali Sono perturbazioni dall’inconfondibile forma a spirale, tipiche della fascia tropicale, hanno diametro che va dai 300 ai 1500 km, sono accompagnate da piogge torrenziali e da venti violentissimi, che in alcune occasioni possono soffiare a più di 250 km/ora. Il nome con cui vengono indicati cambia a seconda dell’aria geografica: tifone nel Pacifico, uragano nell’Atlantico, ciclone nell’Oceano Indiano, willy-willy in Australia. Si formano solo al di sopra degli oceani più caldi, dove l’aria degli strati più bassi, surriscaldata dall’acqua, diviene molto più leggera di quella circostante e, spinta verso l’alto, condensa sotto forma di nubi tutta l’umidità sottratta all’oceano, mentre la rotazione terrestre imprime a tutto il sistema il classico moto rotatorio. La regione sgombra di nubi nel suo centro – l’occhio del ciclone – si genera perché parte dell’aria che sale ricade poi verso la zona centrale e, in tal modo, dissolve le nubi in formazione.