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 2003  novembre 08 Sabato calendario

La descrizione dell’isola di Scheria e del palazzo di re Alcinoo (nella foto, la sua reggia riprodotta in un dipinto di arte popolare russa del secolo scorso) come appare nel VII canto dell’Odissea è particolarmente interessante come brano di geografia fantastica riferibile all’inizio dell’Età del ferro

La descrizione dell’isola di Scheria e del palazzo di re Alcinoo (nella foto, la sua reggia riprodotta in un dipinto di arte popolare russa del secolo scorso) come appare nel VII canto dell’Odissea è particolarmente interessante come brano di geografia fantastica riferibile all’inizio dell’Età del ferro. Abbiamo cioè un’idea di come un uomo di quell’epoca concepisse un luogo ideale e utopico. Il palazzo di Alcinoo è illuminato da una luce di origine ignota e non specificata, ma che rivaleggia con quella del sole e della luna; ha soglie, porte e muri di bronzo adorni con fregi di smalto e architravi d’argento. Di guardia ci sono due cani, d’argento anch’essi, ma semoventi. Sono cioè dei robot e sono opera, ovviamente, del dio della tecnologia, Efesto. Non è chiaro invece se i ”fanciulli” d’oro che reggono fiaccole accese siano anch’essi dei robot o delle semplici statue. L’idea di creature meccaniche semoventi non è rara nella tradizione antica. Famoso era Talos, un gigante di bronzo, un robot, anch’esso opera di Efesto, destinato a custodire il tesoro degli dei nell’isola di Lemno.