Guido Romeo, Macchina del Tempo, giugno 2003 (n.6), 8 novembre 2003
Raggi X più sottili contro il cancro Utilizzando più di 20 fasci di raggi X ultrasottili invece dell’unico fascio impiegato nella radioterapia tradizionale, Avraham Dilmanian del Brookhaven National Laboratory di New York, negli Stati Uniti, è riuscito a distruggere i vasi sanguigni che alimentavano un tumore cerebrale causando minimi danni ai tessuti sani e senza provocare le gravi nausee o la perdita dei capelli solitamente associati alle radioterapie
Raggi X più sottili contro il cancro Utilizzando più di 20 fasci di raggi X ultrasottili invece dell’unico fascio impiegato nella radioterapia tradizionale, Avraham Dilmanian del Brookhaven National Laboratory di New York, negli Stati Uniti, è riuscito a distruggere i vasi sanguigni che alimentavano un tumore cerebrale causando minimi danni ai tessuti sani e senza provocare le gravi nausee o la perdita dei capelli solitamente associati alle radioterapie. I microraggi X del diametro di 100 micrometri utilizzati da Dilmanian danneggiano le pareti dei vasi sanguigni, ma mentre le cellule sane sono in grado di collaborare e riparare il danno, quelle cancerose non riescono a ristabilire la circolazione sanguigna e vengono così private dei nutrimenti e dell’ossigeno. L’ostacolo maggiore allo sviluppo di una terapia resta però la natura stessa dei microraggi X per ora ottenibili soltanto da un sincrotrone, un acceleratore di particelle disponibile solo presso pochi laboratori di ricerca.