Simone De Clementi, Macchina del Tempo, giugno 2003 (n.6), 8 novembre 2003
Future mamme non temete. questo il messaggio di Pier Francesco Bolis, direttore della clinica ostetrico-ginecologica dell’Università dell’Insubria di Varese
Future mamme non temete. questo il messaggio di Pier Francesco Bolis, direttore della clinica ostetrico-ginecologica dell’Università dell’Insubria di Varese. «L’80% delle gravidanze non presenta problemi di alcun genere. In questi casi le ecografie necessarie sono tre: una da effettuare entro la dodicesima settimana, per datare la gravidanza e controllare quanti sono i feti. Un’altra da eseguire alla ventesima settimana, la cosiddetta morfologica, è la più importante perché consente di controllare lo sviluppo degli organi e di vedere eventuali malformazioni e anomalie. L’ultima ecografia è quella della trentunesima settimana che controlla l’accrescimento del feto. In assenza di problemi non è necessario farne altre». Bolis si sofferma su altre indicazioni per le mamme: «L’iniezione epidurale per evitare i dolori del parto è una scelta della donna che deve essere libera e informata. sconsigliata in rari casi (quando ci sono problemi di coaugulazione del sangue, o in presenza di una patologia della colonna vertebrale) ed è inutile se effettuata a dilatazione quasi completa. consigliabile invece quando il travaglio del parto viene indotto». E per quanto riguarda il parto cesareo? «La situazione è complessa perché i dati presentano una grande variabilità regionale: si va dal 25% della Lombardia al 50% della Campania. certamente un intervento di elezione in caso di presentazione anomala (parto podalico) o nei casi in cui l’utero ha subito un’asportazione di fibromi. C’è anche il cesareo a richiesta della paziente, ma attenzione: ci siamo accorti che con una corretta informazione le donne che scelgono il cesareo nelle nostre corsie sono solo l’1%. Questo dato vale più di molte parole».