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 2003  novembre 08 Sabato calendario

Il comportamento biologicamente più aberrante? Senza dubbio la monogamia. Parola di Olivia Judson, che in ”Dr Tatiana’s sex advice to all creation” (ovvero: ”I consigli sessuali della dottoressa Tatiana a tutto il creato”, edito dalla Metropolitan Books e in corso di traduzione in Italia presso Garzanti) raccoglie una strampalata, ma scientificamente ineccepibile, posta del cuore indirizzata dalle specie più diverse alla dottoressa Tatiana, una sessuologa tanto ironica quanto scanzonata, in grado di far luce sui problemi di coppia di qualsiasi specie, mammifero rettile o insetto che sia

Il comportamento biologicamente più aberrante? Senza dubbio la monogamia. Parola di Olivia Judson, che in ”Dr Tatiana’s sex advice to all creation” (ovvero: ”I consigli sessuali della dottoressa Tatiana a tutto il creato”, edito dalla Metropolitan Books e in corso di traduzione in Italia presso Garzanti) raccoglie una strampalata, ma scientificamente ineccepibile, posta del cuore indirizzata dalle specie più diverse alla dottoressa Tatiana, una sessuologa tanto ironica quanto scanzonata, in grado di far luce sui problemi di coppia di qualsiasi specie, mammifero rettile o insetto che sia. «Il piacere è momentaneo, la posizione ridicola e la fatica francamente spropositata»: così Lord Chesterfield descriveva l’atto sessuale nelle lettere al figlio. Snobismo da vecchio lord? Sì, perché nel mondo animale, spiega Judson, la maggior parte delle specie è talmente ossessionata dal sesso che si può parlare di una vera e propria guerra. Una guerra dove non esistono colpi proibiti e nella quale cadono anche molti luoghi comuni. Tanto per cominciare, addio maschio forte e femmina sottomessa, così come maschio poligamo e femmina fedele. Una cosa è chiara: da un punto di vista evolutivo, quello che conta è sopravvivere e riprodursi, perché i propri geni possano esprimersi nel numero più ampio di individui. Per le femmine questo vuol dire accoppiarsi con i partner più prestanti in grado di garantire una migliore sopravvivenza a se stesse e alla prole. Per i maschi significa invece fecondare il maggior numero di femmine. Possibilmente rovinando il lavoro dei concorrenti. Gli stratagemmi sono i più fantasiosi. Le rane e parecchi pesci vi parlerebbero di spruzzatine di uova innaffiate di seme; scorpioni, millepiedi e salamandre non esiterebbero a spiegarvi come si confeziona un cuscinetto di spermatozoi su cui far sedere la femmina finché non esplode nel suo tratto riproduttivo, e un riccio di mare snocciolerebbe qualche cifra sui milioni di uova e di spermatozoi affidati alle correnti nella speranza che, in un modo o nell’altro, un giorno si incontrino tra le onde. Nella guerra dei sessi che si combatte incessantemente in aria, acqua, sopra e sotto terra, quelle che non esiteremmo a bollare come perversioni bestiali sono comportamenti non solo leciti, ma spesso anche vantaggiosi. Lo stupro, per esempio, dice ancora Judson, è all’ordine del giorno non solo tra i pesci, le aragoste e molte specie di uccelli, ma anche tra le tartarughe. Nonostante l’apparenza pacifica e piuttosto goffa, al momento giusto i maschi si lanciano in un’elaboratissima danza che vede il maschio agitare le zampe di fronte alla femmina, fino a ritrovarsi sopra la compagna da dove può dispensarle generosamente unghiate e morsi alla testa qualora facesse la difficile. Le femmine non sono però da meno e spesso peccano di necrofilia. La mantide religiosa preferisce decapitare i suoi partner all’inizio dell’amplesso, perché gli spasmi provocati dalla recisione migliorano enormemente le loro prestazioni. Certo, alcune situazioni possono diventare piuttosto spiacevoli. Gli amplessi dell’ape regina, per esempio, finiscono sempre con la morte del partner che però lascia dentro alla compagna i propri genitali. Un ”non ti scordar di me” destinato a impedire l’ingresso agli spermatozoi di altri maschi che entrerebbero in competizione con quelli già presenti. Una misura piuttosto inefficace, perché le ragazze, si sa, sono sempre un passo avanti e una delle zampe dell’ape regina è dotata di un gancio fatto apposta per rimuovere l’ostruzione in quattro e quattr’otto. Anche i maschietti hanno però le loro astuzie: il pene di quelle dolcissime scimmiette che sono gli Artocebi dorati, tutte occhioni e pelliccia, è infatti un rostro pieno di spine che non sfigurerebbe in una sala della tortura medievale. un piccolo regalo dell’evoluzione destinato a scoraggiare la compagna, una volta fecondata, dall’accoppiarsi con altri e scongiurare qualsiasi dubbio sulla paternità. Come dargli torto? Le scimpanzè, forse le più promiscue tra i primati, arrivano ad accoppiarsi anche con dieci maschi in un unico giorno. Una libido ancora inspiegata, ma che forse garantisce la sopravvivenza della prole, perché la confusione su chi è il vero padre fa sì che i maschi adulti non uccidano i nuovi nati. In fatto di femmine ognuno porta la sua croce: il leone sarà pure il re della foresta, ma meno dell’un per cento dei suoi accoppiamenti gli assicura degli eredi. Una statistica che obbliga alcuni maschi a darsi fino a 157 volte in 55 ore. Ecco perché poi sonnecchiano sempre! Ma se le femmine sono promiscue e non v’è certezza di fecondarle, la strategia più efficace per un maschio non sarebbe massimizzare il numero delle femmine sedotte, e quindi quello delle uova fecondate? Non è detto, perché avere più compagne non significa sempre avere più figli e in alcune specie, infatti, hanno la meglio proprio gli individui che si dedicano a un’unica compagna e alle sue uova. Che anche agli uomini convengano strategie come quella dell’insetto stecco che rimane attaccato alla sua amata fino alla schiusura delle uova? Guido Romeo