Fabrizio Carbone, Macchina del Tempo, giugno 2003 (n.6), 8 novembre 2003
Il computer è acceso. La posta elettronica invia il segnale atteso. «C’è posta per te», come ripetevano i protagonisti di un noto e recente film americano
Il computer è acceso. La posta elettronica invia il segnale atteso. «C’è posta per te», come ripetevano i protagonisti di un noto e recente film americano. Il messaggio arriva da un angolo sperduto del mondo. Spedisce eman_evan@hotmail.com direttamente dall’Amazzonia. Da un angolo di foresta vergine di cui ormai si favoleggia come uno degli ultimi Eden sulla Terra. Il luogo è Xixuaù, zona dell’alto rio Negro, e la voce che arriva dal famoso polmone verde del Mondo è quella di Emanuela Evangelista, una biologa milanese di 34 anni che studia le lontre giganti (Pteronura brasiliensis), stupendi mammiferi, parenti di donnola ed ermellino, a rischio di estinzione. Per questi animali Emanuela ha una passione sconfinata e per salvar loro la vita ha deciso che la riserva di Xixuaù è l’unico posto in Sudamerica dove vivere e dove svolgere in pace la ricerca. E così parte il contatto. Chi ha visitato Xixuaù ha visto incredibili scene di totale vita selvaggia: anaconde e caimani neri, scimmie urlatrici, are, delfini rosa di fiume, tartarughe d’acqua. Le lontre giganti però solo di sfuggita, come un’apparizione svanita in un sogno. Così inizia il nostro dialogo a distanza con Emanuela Evangelista. E lei non si lascia pregare. Racconta di come rimase folgorata, nel gennaio del 2000, dal luogo (si trovava lì per una tesi in biologia) e dalle lontre. E di come non ebbe dubbi nel decidere di dedicarsi alla ricerca, trovando entusiasmo ed energie per coinvolgere sia l’INPA, l’Instituto nacional de Pesquisa da Amazonia, di Manaus, sia Chris Clark, lo scozzese che dirige da più di quindici anni l’Associazione Amazonia, l’organizzazione multietnica che gestisce la riserva di Xixuaù, centinaia di migliaia di ettari di paradiso terrestre. Xixuaù è un igarapè, un ruscello di acque limpide e pure che sgorga da una grande roccia e scorre a meandri nella foresta prima di entrare nello Jauaperì, un affluente del rio Negro. Qui vivono alcune famiglie di lontre giganti, grandi mammiferi d’acqua, vivacissimi, diurni, socializzanti. Ed è qui che Emanuela può osservarli direttamente dalla sua canoa, o da riva, vicino alle grandi tane scavate appena un paio di metri sopra il livello dell’acqua. «Proprio per il loro carattere giocoso, per la loro grandezza, per la vita sociale, questi magnifici animali hanno rischiato di scomparire in tutto il bacino amazzonico tra il 1950 e il 1970. C’è stata una caccia spietata per la loro pelliccia, richiestissima nel mercato internazionale» racconta Emanuela Evangelista. La biologa italiana spiega che ora questa spettacolare nuotatrice può avere salva la vita grazie alla decisione di tutti i Paesi sudamericani di annoverarla tra le specie protette. La Cites, la convenzione internazionale che regola il commercio delle specie in pericolo, l’ha classificata endangered, cioè minacciata di estinzione. «Ma non è finita. La lontra gigante soffre ancora oggi per il bracconaggio, anche se limitato, ma soprattutto per l’inquinamento prodotto dal mercurio usato dai cercatori che setacciano ruscelli e fiumi in cerca dell’oro. Un altro pericolo è la deforestazione massiccia. Tutto questo mentre di un animale fantastico come la lontra gigante sappiamo veramente poco o nulla. Non esiste ancora una stima delle dimensioni e della densità della popolazione nel bacino amazzonico». Perciò è fondamentale la ricerca di Emanuela e l’appoggio che oggi arriva da Chris Clark e dallo staff della riserva Xixuaù. Grazie al fatto di vivere sul posto, Emanuela Evangelista può spostarsi facilmente lungo altri fiumi come lo Xipurinà e lo Jauaperì ed entrare in contatto con altre famiglie di lontre giganti. Xixuaù allora diventa un luogo importante non solo per la ricerca scientifica. Qui si può fare turismo in punta di piedi e vivere assieme ai caboclos, uomini donne e bambini che hanno sangue indio nelle vene e sanno sfruttare la foresta senza distruggerla, sempre rigorosamente in canoa a remi. Così chi vuole mettersi in contatto con Emanuela Evangelista può inviare messaggi a eman_evan@hotmail.com, mentre chi desiderasse visitare la riserva Xixuaù può digitare il sito www.amazonia.org e contattare Chris Clark in persona. Fabrizio Carbone