Viviana Lupi, Macchina del Tempo, giugno 2003 (n.6), 8 novembre 2003
F uno e trino Esistono tre specie di lupo: il comune lupo grigio (Canis lupus); il lupo rosso (Canis rufus) del sudest degli Stati Uniti e l’abissino (Canis simensis), in Etiopia, che alcuni esperti considerano però uno sciacallo
F uno e trino Esistono tre specie di lupo: il comune lupo grigio (Canis lupus); il lupo rosso (Canis rufus) del sudest degli Stati Uniti e l’abissino (Canis simensis), in Etiopia, che alcuni esperti considerano però uno sciacallo. F il suo menu Le sue prede sono grossi erbivori, ma può nutrirsi anche di lepri, piccoli roditori, carcasse di animali, frutti e rifiuti di origine umana. Il lupo italico attacca anche camosci, daini, stambecchi e cinghiali. F la crescita dei piccoli Il lupo vive in branchi con un’organizzazione sociale complessa, in cui gli individui si coordinano per svolgere nel migliore la caccia, la difesa del territorio e l’allevamento della prole. La struttura è gerarchica e i ranghi vengono stabiliti generalmente tramite rituali sociali, così da evitare lotte e spargimenti di sangue. In ogni branco esiste una coppia dominante che è la sola a riprodursi. Dopo due mesi di gestazione, la femmina dà alla luce da 4 a 8 cuccioli (in Italia nascono tra aprile e giugno). Entrambi i genitori contribuiscono attivamente alla cura dei piccoli, i quali a circa tre settimane di vita incominciano a uscire dalla tana e partecipare alla vita sociale. F si può vedere un lupo? Esistono diversi modi per rilevare i lupi. piuttosto difficile avvistarli e fotografarli, ma si possono studiare le orme lasciate sulla neve, registrarne gli ululati, o analizzare le tracce del loro passaggio, come ad esempio le feci.