Viviana Lupi, Macchina del Tempo, giugno 2003 (n.6), 8 novembre 2003
S ta tornando. Dopo secoli di persecuzioni che lo avevano portato fino all’orlo dell’estinzione, in Italia il lupo inizia a riconquistare i territori che un tempo erano stati suoi
S ta tornando. Dopo secoli di persecuzioni che lo avevano portato fino all’orlo dell’estinzione, in Italia il lupo inizia a riconquistare i territori che un tempo erano stati suoi. La sua presenza è documentata quasi ovunque nelle regioni appenniniche, dalla Liguria alla Calabria, e negli ultimi anni anche sulle Alpi. L’ultima segnalazione è dell’inizio di quest’anno: un lupo, forse di passaggio, sulle Alpi Orobie. La notizia è stata confermata dalle analisi genetiche condotte su campioni di feci trovati lungo il suo percorso. «Questa è solo l’ultima storia» spiega il professor Luigi Boitani dell’Università La Sapienza di Roma, che da più di trent’anni conduce progetti di ricerca e conservazione sul lupo italiano. «Dal primo rilevamento del 1992 sulle Alpi Marittime, sono più di dieci anni che il lupo - a partire dalla zona settentrionale dell’Appennino - si sta progressivamente insediando sulle Alpi. Si tratta di un processo naturale. In Italia, infatti, nessun esemplare è mai stato reintrodotto artificialmente: i lupi sono abilissimi a spostarsi e conquistare da soli nuovi territori». A causa soprattutto della caccia e della diminuzione di spazi e prede naturali, negli anni ’70 in Italia erano rimasti meno di cento esemplari di lupo, concentrati in gran parte sulle montagne dell’Abruzzo. «Oggi si è arrivati in totale a circa 500 individui», afferma Boitani, «anche se si tratta solo di un ordine di grandezza, dato che è molto difficile fare delle stime precise. Per quanto riguarda in modo specifico le Alpi, si può parlare di una cinquantina di esemplari, tenendo però conto del fatto che la maggior parte di essi non si trova in territorio italiano, bensì in quello francese, dove i pendii sono meno scoscesi e accidentati». Le regioni alpine italiane interessate dalla presenza del lupo sono al momento Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia. Romolo e Remo, lupi mannari, favole antiche e recenti, detti popolari che associano al lupo tempo impervio, fame o cattiva sorte. I lupi hanno sempre fatto sentire la propria presenza nei miti e nelle tradizioni dell’uomo, e hanno suscitato complessi sentimenti misti di ammirazione e di odio. In Italia si calcola che ancora oggi vengano uccise decine di lupi ogni anno, per avvelenamento o per arma da fuoco, probabilmente a causa dei presunti danni agli allevamenti. In realtà il lupo attacca solo sporadicamente gli animali domestici perché si nutre quasi esclusivamente di prede selvatiche. «Le leggi italiane e internazionali che esistono oggi in difesa del lupo aiutano a proteggerlo, anche se non riescono a fermare del tutto gli atti di bracconaggio» precisa Boitani. Il lupo, nonostante tutto, nel nostro Paese è in espansione. Il motivo principale è il progressivo abbandono di aree naturali montane da parte dell’uomo che - in controtendenza a quanto succedeva in passato - oggi in montagna lascia sempre più spazio e risorse alla vegetazione e alla fauna naturali. Di non secondaria importanza è anche un generale atteggiamento di tolleranza verso questo predatore, promosso da anni in Italia da parte delle associazioni ambientaliste, per dimostrare che la pace tra uomo e lupo è possibile. Dopo tutto viviamo nel Paese di San Francesco.