Bernard Henry-Lévy "Chi ha ucciso Daniel Pearl" Rizzoli 2003, 8 novembre 2003
«Penso all’incredibile storia che ho letto poco prima di partire nel sito di Giornalista Senza Frontiere, la storia di Aftab Ahmed, direttore del giornale di Peshawar che aveva autorizzato la pubblicazione della lettera di un lettore vagamente ostile all’ondata di antisemitismo che dilaga in questo paese, e dunque molto, molto blandamente favorevole all’idea che si smetta di trascinare colonne di ebrei nel fango: cori di protesta! processo per blasfemia! dimostrazioni di capi religiosi e islamici davanti al tribunale! chiusura del giornale! incendio della tipografia! uccidetelo! impiccatelo! che questo miscredente ci lasci odiare chi ci pare e per motivi che ci sembrano ottimi! Questo direttore di giornale sfuggirà per un pelo alla pena di morte e dopo 54 giorni finirà per uscire di prigione, ma a prezzo di una "lettera di scuse al popolo musulmano", di una sospensione per cinque mesi della pubblicazione e un collaboratore, Munwar Hasan, responsabile delle pagine editoriali, ancora in carcere»
«Penso all’incredibile storia che ho letto poco prima di partire nel sito di Giornalista Senza Frontiere, la storia di Aftab Ahmed, direttore del giornale di Peshawar che aveva autorizzato la pubblicazione della lettera di un lettore vagamente ostile all’ondata di antisemitismo che dilaga in questo paese, e dunque molto, molto blandamente favorevole all’idea che si smetta di trascinare colonne di ebrei nel fango: cori di protesta! processo per blasfemia! dimostrazioni di capi religiosi e islamici davanti al tribunale! chiusura del giornale! incendio della tipografia! uccidetelo! impiccatelo! che questo miscredente ci lasci odiare chi ci pare e per motivi che ci sembrano ottimi! Questo direttore di giornale sfuggirà per un pelo alla pena di morte e dopo 54 giorni finirà per uscire di prigione, ma a prezzo di una "lettera di scuse al popolo musulmano", di una sospensione per cinque mesi della pubblicazione e un collaboratore, Munwar Hasan, responsabile delle pagine editoriali, ancora in carcere»